La prima nazionale di “Giosuè ma tutti mi chiamano Carducci” di Renato Raimo sabato 5 settembre a Castagneto Carducci – in occasione dei 120 anni dal Premio Nobel – sarà anche un’occasione per conoscere il mondo che ruota attorno al progetto “Borgo del Cuore”.

borgo del cuore castagnetoSarà, infatti, il ristorante La Tana del Drago, una delle ‘anime’ del progetto, che curerà la cena con gli artisti dopo lo spettacolo. Una cena-buffet all’esterno di Casa Carducci, negli spazi di fronte al ristorante (senza auto e in piena tranquillità), tutta centrata sui sapori toscani, dalla pappa al pomodoro alla zuppa alla castagnetana. Una serata speciale, un’esperienza a 360 gradi (come è ormai raimo carduccitradizione nel format Green_Theatre) che partirà alle ore 19 con la visita guidata alla Casa Museo Carducci e l’aperitivo al tramonto nel giardino della villa, proseguirà con lo spettacolo e finirà appunto con la cena con gli artisti. Passando per la cantina con un brindisi a Giosuè.

Borgo del Cuore

È un fiore all’occhiello del territorio, una iniziativa sociale che a Castagneto Carducci pensata per offrire nuove opportunità lavorative per persone in condizione di fragilità. Parole chiave: inclusione, lavoro, cultura e valorizzazione del territorio.
Il “Borgo del Cuore”, ha preso forma a Castagneto Carducci grazie al confronto e al sostegno del Comune di Castagneto Carducci, della Società della Salute delle Valli Etrusche, di Castagneto Banca 1910 e alla collaborazione della Famiglia Espinassi Moratti. Motore dell’iniziativa è la cooperativa ConVoi, con esperienza nella gestione di servizi socio educativi e di servizi e attività produttive orientati all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

borgo del cuore castagnetoCi sono il negozio AltreMani Marine che vende abbigliamento e oggetti di artigianato prodotti a Sesto Fiorentino con materiali di recupero, la Casa Museo Carducci, il laboratorio di gadget “Bella Storia”, il ristorante La Tana del Drago – con una cucina fatta di passione, accoglienza e gentilezza -, l’appartamento vacanze “Buongiorno Poeta”, a pochi passi dalla casa museo, e lo spazio espositivo “Frantoio Casa Carducci”. Quest’anno si è aggiunta una novità, importante: il Capannone “Enzo Chioini” di Donoratico, un complesso sequestrato alla criminalità organizzata dove quest’estate ha preso il via un nuovo percorso di formazione dedicato al mondo della radio, rivolto all’equipe di professionisti della Cooperativa Convoi.

“Le attività danno lavoro tutto l’anno complessivamente a 20 persone con attenzione particolare alla salute mentale” spiega il coordinatore del progetto Borgo del Cuore Marco Collesano. “E’ un modello che cerca e vuole valorizzare il talento di ognuno, una rete di attività che si è trasformata nel tempo in una vera e propria comunità. Una evoluzione che ci ha stupito positivamente e che rappresenta di fatto un altro prezioso tassello del progetto”.

CASA MUSEO CARDUCCI

borgo del cuore castagnetoIl Museo Casa Carducci nasce per rievocare il legame tra il poeta e il borgo di Castagneto Carducci. Il padre dello scrittore, ovvero il medico Michele Carducci, esercitò infatti la professione a Bolgheri dal 1838, ma per le sue convinzioni progressiste e per gli attriti con la parte più conservatrice della popolazione, nel 1848 fu costretto a traslocare nella più tranquilla Castagneto, dove alloggiò fino al 1849.

A Castagneto, Giosuè Carducci ritornò spesso da adulto, ospitato annualmente dalla famiglia Espinassi Moratti, tra il 1879 e il 1894. Questa fu l’epoca delle “ribotte”, un lungo e cordiale corollario all’attaccamento alla Maremma.
La permanenza del piccolo Giosuè nella residenza è ricordata dalla lapide commemorativa posta sopra la facciata del palazzo. La stanza interna e il mobilio evocano il fascino discreto degli antichi interni familiari che fecero da sfondo alla presenza castagnetana del Carducci.

INFO BIGLIETTI

Sabato 5 settembre, dalle ore 19
“GIOSUÈ, ma tutti mi chiamano Carducci”
Ingresso all’evento www.associazionegreentheatre.it/castagneto

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