La creatività, sotto varie forme, è la sua cifra. Ma dietro ogni tratto, ogni immagine, ogni materia c’è sempre un messaggio, un significato, qualcosa su cui riflettere.
Cinzia Mazzoni, livornese di nascita e cascinese d’adozione, si definisce con tre parole: sorrido, sogno, dipingo. Diplomata a Firenze all’Istituto Statale di Moda e Costume “Lucrezia Tornabuoni”, ha iniziato con il mondo del teatro, lavorando come sarta teatrale per istituzioni di prestigio come il Teatro Goldoni di Livorno e il Festival Puccini di Torre del Lago. È proprio in questo contesto che avviene la sua “metamorfosi” artistica: chiamata a decorare 40 kimono per i coristi della Madame Butterfly, scopre la pittura che le farà abbandonare l’ago.
“In realtà la passione per la pittura l’avevo sempre avuta, trasmessa da mio padre, ma l’avevo messa da parte. Cucivo e basta ma era evidente che il mio lato creativo stesse soffrendo. Ho iniziato con piccoli soggetti realizzati con gli acquarelli, totalmente da autodidatta. Poi ho fatto un corso partendo proprio dalla pittura su stoffa e mi sono messa a studiare. Nel 2009, durante Effetto Venezia, si è svolta la mia prima mostra in cui presentavo scorci di Livorno. Sono piaciuti”. Il Premio Rotonda ha dato il decisivo slancio: partecipa nel 2012 e nel 2013 vince il Premio “FIDAPA” come giovane promessa artista. L’anno successivo sempre al Premio Rotonda viene premiata con una targa in memoria all’artista livornese Antonietta Seghi e nel 2015 vince il concorso di pittura dedicato all’artista livornese Alessandro Mazzanti, nella sezione acquarello.
Dagli acquarelli Cinzia passa agli acrilici, adesso si divide tra pittura e illustrazione. Recentissimo è il libro per bambini “Gattonzolo gatto pallonzolo”, pubblicato da Marchetti editore marchettieditore.it. “In generale posso dire che la mia pittura è molto vicina all’illustrazione, da qualche mese però mi dedico anche a opere contemporanee, più concettuali e materiche, astratte. Strutture sagomate, rilievi e variazioni materiche che diventano i nuovi strumenti
per codificare concetti complessi, relazioni invisibili e limiti formali”.
E non manca l’impegno nel sociale: “Faccio parte di Fidapa Livorno. A inizio settembre abbiamo inaugurato una panchina dedicata alle socie fondatrici all’Ardenza, tra la Baracchina Rossa e l’Ostricaio. Una panchina per quelle donne che con coraggio e lungimiranza hanno aperto una strada, che nel 1967 hanno affermato l’idea che le donne potessero e dovessero avere un ruolo attivo nella vita culturale, professionale e civile della nostra comunità. Una storia di
emancipazione, di competenza e di impegno che oggi è patrimonio di tutta Livorno”.. Non solo: nel 2020 Cinzia ha decorato insieme ad altri quattro artisti il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. “Ora sto lavorando al calendario 2027, il mio decimo. Ha come protagonisti cani e gatti ma sempre con un invito a riflettere. Un esempio? Il mese di luglio con l’invito a portare gli amici a quattro zampe in vacanza…”.
Intanto, si disegna anche il prossimo futuro: “Mi piacerebbe collaborare con interior designer”. E poi c’è la mostra personale: “Ho vinto il Premio Extra Factory alla galleria Extra Factory di Livorno, in occasione dell’estemporanea ‘Montmartre-Garibaldi solo andata’. Il tema era ‘Zona rossa’, ho voluto sottolineare l’importanza di dare attenzione particolare alle nuove generazioni, in particolar modo ai bambini che vivono in questa zona, affinché non si ‘macchino’ in futuro dello stesso colore del luogo in cui vivono. La mostra è in programma a metà febbraio ed ho già iniziato a prepararla”.
Info e contatti https://www.cinziamazzoni.it/

















