Il DEEP Festival è pronto a tornare. Dal 25 settembre al 4 ottobre 2026, Livorno, Pisa e Vada saranno attraversate da un ricco programma di teatro, danza, musica, performance e incontri, in un percorso che prova a mettere in discussione il modo stesso in cui abitiamo i luoghi e il nostro tempo.
Una geografia non soltanto artistica, ma urbana e umana: dal Cinema Teatro Quattro Mori alla Fortezza Nuova e a Piazza Garibaldi di Livorno, dal Teatro Nuovo di Pisa al Teatro Ordigno di Vada.
Il principio che guida il festival – giunto alla nona edizione – è chiaro: mettere in dialogo ricerca e tradizione, linguaggi contemporanei e nuove drammaturgie, creando occasioni di incontro tra artisti, pubblico e territorio. Perché, come suggerisce la filosofia di DEEP, un festival non è soltanto quello che succede sul palco. È soprattutto quello che può succedere tra le persone.
Ecco i primi spettacoli in programma, in attesa del calendario completo che verrà svelato a breve.
Pinocchio sarà il primo protagonista del Festival. Venerdì 25 settembre alle 21.30, al Cinema Teatro Quattro Mori di Livorno, il festival inaugura la propria nona edizione con Pinocchio non deve morire, reading scritto da Alessandro Brucioni e Michele Crestacci, con la regia di Brucioni e Michele Crestacci in scena. Nel 2026 ricorre il bicentenario della nascita di Carlo Collodi e DEEP sceglie di celebrare il grande autore fiorentino non con una semplice rilettura dell’opera più famosa, ma con un’operazione decisamente più irriverente: smontare Pinocchio per capire quanto del burattino continui a vivere dentro di noi. Il protagonista è quello che tutti conosciamo: bugiardo, ribelle, curioso, insofferente alle regole, sempre pronto a scappare. Ma proprio per questo ancora sorprendentemente contemporaneo.
Tra ricostruzioni storico-letterarie, comicità e incursioni surreali, il reading prova a rispondere a una domanda: che cosa rimane di Pinocchio quando smettiamo di considerarlo soltanto un personaggio per l’infanzia? La colonna sonora e i ritmi dello spettacolo sono affidati a Joachin Cornejo e Simone Padovani.
Sabato 26 settembre, alle 21.30, ancora il Cinema Teatro Quattro Mori ospita Fabbrico, spettacolo di e con Massimiliano Loizzi. Al centro della narrazione c’è un piccolo borgo vicino a Reggio Emilia. Un luogo che, osservato da fuori, potrebbe sembrare marginale e che invece custodisce oltre un secolo di storia italiana.
Fabbrico diventa così una lente attraverso cui raccontare lavoro, resistenza, antifascismo, integrazione, comunità, rivolta e speranza. La domanda da cui parte lo spettacolo è quasi incredula: come può essere accaduto così tanto in un pezzo di terra così piccolo? La risposta passa attraverso le persone e le loro storie. Vicende apparentemente ordinarie che, generazione dopo generazione, assumono la forza della leggenda.
Fabbrico è anche una riflessione sulla memoria e sulle conseguenze delle nostre azioni: ciò che facciamo oggi può continuare a produrre effetti molto tempo dopo, quando noi non ci saremo più.
Domenica 27 settembre al Cinema Teatro Quattro Mori di Livorno, alle 18, torna Pinocchio, ma questa volta attraverso una prospettiva molto più dolorosa. In Pinocchio in carne e ossa – progetto fantasmi, Michele Santeramo, autore e interprete, immagina un Pinocchio alle prese con le lettere che i bambini gli inviano. Sono lettere nelle quali i più piccoli raccontano la propria vita, chiedono consigli, cercano un confronto con quel burattino che da sempre rappresenta la possibilità di diventare grandi.
Ma qualcosa è cambiato. Le lettere raccontano guerre, bombe, violenze, infanzie dimenticate. E Pinocchio arriva a una conclusione radicale: non vuole diventare un bambino. Il celebre lieto fine della fiaba viene così capovolto. Diventare bambino non è più necessariamente un premio se nel mondo reale tanti bambini non possono vivere con dignità e sicurezza. Tra le testimonianze più dure emergono però anche immagini capaci di aprire uno spiraglio. Come quella di una bambina di nove anni che immagina una città dove mettere al sicuro tutti i bambini del mondo nel caso scoppi una guerra. Pinocchio non può salvarli. Ma può fare una scelta: restare burattino finché tutti i bambini non saranno al sicuro.
La domenica del festival si chiude, sempre al al Cinema Teatro Quattro Mori di Livorno, alle 21.30 con Stand Up: Cantiere Locura, una serata dedicata alla comicità contemporanea. Sul palco Marcello Pastore, Salvatore Zappia e Ivano Bisi, special guest, insieme a due comici locali a sorpresa.
Monologhi personali, racconti, aneddoti e satira si alternano in una serata che promette di non risparmiare né il pubblico né il presente. Pastore porta in scena le proprie esperienze più esilaranti e imbarazzanti; Zappia costruisce un flusso di coscienza interattivo con gli spettatori; Bisi punta invece su una satira tagliente e politicamente scorretta. Un altro modo, anche attraverso la risata, di fare quello che DEEP si propone: interrogare il presente.
Mo-wan
DEEP Festival è un progetto di mo-wan, associazione culturale nata nel 2015 e riconosciuta dalla Regione Toscana come compagnia di produzione dal 2020 e, per il DEEP Festival, dal 2023.
L’associazione lavora nella produzione, formazione, organizzazione e promozione dei linguaggi della performance art e della performing art. La sua attività ha anche una dimensione internazionale. mo-wan è infatti capofila di IMPORT/EXPORT, progetto europeo di performance art vincitore nel 2022 del programma Creative Europe, sviluppato tra Livorno, Berlino e Belgrado.
Biglietti e programma
Per gli spettacoli al Cinema Teatro Quattro Mori il biglietto intero costa 12 euro, il ridotto 10 euro per under 26, over 65 e studenti universitari.
È disponibile anche un abbonamento a tutti gli spettacoli del weekend al costo di 30 euro.
A breve il programma completo.
Tutte le info su www.mowanteatro.eu/deep-festival-2026/

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