La scelta è duplice: lasciarsi conquistare dal relax, tra piscina, verde e silenzio, oppure indossare scarpe da ginnastica e scendere in campo. Al Residence Hotel Campastrello Sport di Castagneto Carducci le due anime della vacanza convivono in perfetto equilibrio. Ci sono luoghi in cui si arriva per trascorrere qualche giorno e si finisce per ‘staccare’ davvero. Il Residence Hotel Campastrello Sport, a Castagneto Carducci, è uno di questi. Ecco il nostro ‘Provato per voi!’.
Abbiamo trascorso qui un piacevolissimo weekend settembrino, scoprendo una struttura capace di mettere insieme ingredienti apparentemente diversi: la tranquillità di un grande parco privato, il piacere di una piscina dove concedersi qualche ora di relax, la possibilità di praticare numerosi sport e, non ultimo, una cucina toscana schietta e autentica. Il risultato è una proposta di soggiorno adatta a chi cerca
il riposo, ma anche a chi non riesce proprio a stare fermo. E forse è proprio questa la caratteristica più interessante di Campastrello: non impone un ritmo, lascia scegliere quello che si desidera.
Il Residence Hotel Campastrello Sport è immerso in un parco privato di circa cinque ettari. Una dimensione importante, che permette alla struttura di offrire ai suoi ospiti non soltanto spazi verdi, ma una vera esperienza nella natura. Passeggiando lungo i percorsi che attraversano la proprietà, lo sguardo si apre sulle colline di Castagneto e Segalari, mentre più in là si estende l’azienda agricola della famiglia. È un paesaggio tipicamente toscano, fatto di colline, vegetazione, profumi e prospettive che cambiano a seconda del punto in cui ci si ferma. Ma il vero tesoro botanico della proprietà è custodito proprio all’interno del parco. Il giardino botanico: un piccolo scrigno di biodiversità
A rendere ancora più speciale Campastrello è infatti il giardino botanico maremmano progettato e realizzato da Franco Scaramuzzi, professore di Agraria e per dodici anni rettore dell’Università degli Studi di Firenze. Un progetto nato anche come regalo alla figlia Oliva, che oggi rappresenta l’anima della struttura e ne custodisce con eleganza, grazia e naturalezza la storia e l’identità. Ci sono piante mediterranee, aranci, limoni, gelsi, essenze aromatiche e piante frangivento. Il giardino è stato inserito nella Guida Grandi Giardini Italiani tra i 100 giardini più belli d’Italia.
Poi c’è la piscina, e qui la tentazione è quella di dimenticare per qualche ora qualsiasi programma. Il pezzo forte è la piscina semiolimpionica, protagonista delle giornate estive e punto di riferimento per chi desidera alternare una nuotata alla lettura di un libro, oppure semplicemente sdraiarsi al sole e godersi il verde circostante. In un’estate particolarmente calda come quella che abbiamo vissuto, la piscina diventa naturalmente uno dei luoghi più desiderati della struttura. Ma Campastrello non è soltanto una destinazione per chi vuole stare a bordo vasca. Anzi, basta guardarsi intorno per capire che qui lo sport ha un ruolo importante e strutturale. Nel grande parco trovano spazio diversi impianti e aree dedicate all’attività fisica: campo da tennis in sintetico; campo da calcetto in sintetico; campo da pallavolo; campo da basket; percorso jogging; piscina semiolimpionica. Una dotazione che rende il Residence Hotel Campastrello Sport particolarmente adatto anche a gruppi, società sportive e famiglie che desiderano abbinare la vacanza all’attività fisica. Non sorprende quindi che la struttura ospiti anche campus estivi, riunioni aziendali, congressi e meeting, oltre a gruppi sportivi provenienti da diverse realtà.
Due le formule per soggiornare. La struttura propone sia camere in hotel sia appartamenti bilocali, una soluzione che permette di intercettare esigenze diverse. E poi arriva il momento della tavola. All’interno della struttura si trova il ristorante L’Olivo, aperto tutto l’anno e dedicato alla cucina della tradizione locale. Ma raccontare L’Olivo soltanto attraverso il menu sarebbe riduttivo, perché una parte importante dell’esperienza passa attraverso Alessandro. La sua filosofia potrebbe essere riassunta in una frase che gli appartiene e che racconta bene il suo approccio: “qui si fa come mi pare a me”. Detta così potrebbe sembrare una dichiarazione di indipendenza gastronomica. In realtà, dietro quella frase c’è soprattutto il desiderio di proporre una cucina personale, semplice, genuina e mai banale. Alessandro ti accoglie, ti racconta i piatti, scherza, suggerisce, scambia una battuta, racconta un aneddoto.
E lo fa con quella spontaneità che rende il pasto qualcosa di più di una semplice pausa gastronomica. Il teatro ideale è la pergola, dove l’ombra diventa un bene preziosissimo soprattutto nelle giornate estive più torride. Seduti lì, tra una portata e una conversazione, si ritrova quel piacere tutto italiano di stare a tavola senza avere fretta. La cucina guarda alla tradizione locale e punta su ricette riconoscibili, prodotti e sapori genuini, ma con la capacità di evitare la banalità. Anche la colazione segue la stessa filosofia. Tra le cose che ci hanno conquistato ci sono soprattutto le crostate e i dolci fatti in casa, perfetti per iniziare la giornata con un’impronta genuina e casalinga.
La vocazione sportiva di Campastrello si percepisce anche osservando gli ospiti. Nel mese di settembre la clientela è composta da giovani coppie con bambini, ospiti stranieri e gruppi sportivi. Durante il nostro soggiorno abbiamo condiviso gli spazi con circa cento bambini e ragazzi della Rari Nantes Florentia, società fiorentina attiva nel nuoto, nella pallanuoto e nel nuoto sincronizzato. Un centinaio di ragazzi potrebbe far pensare a un weekend movimentato. E infatti lo è stato. Ma la sorpresa è stata positiva: vivaci, naturalmente, ma anche educatissimi, hanno portato una bella
energia nella struttura, contribuendo a rendere il soggiorno ancora più allegro.
È proprio questa una delle caratteristiche di Campastrello: la sua capacità di accogliere gruppi numerosi senza perdere quella sensazione di spazio e tranquillità che deriva dai cinque ettari di parco. La vocazione internazionale della struttura emerge anche dagli ospiti stranieri. In queste settimane è atteso, ad esempio, un gruppo di cicliste americane ormai affezionate a Campastrello e al territorio circostante. Tanto affezionate da aver trasformato il soggiorno in una sorta di appuntamento, replicando ogni anno il loro tour. E poi ci sono gli sportivi e i gruppi legati alle diverse discipline: tra gli ospiti in arrivo ci sono stati in questi giorni anche gli arbitri della sezione AIA di Livorno, impegnati nel loro raduno.
Un altro punto di forza è naturalmente la posizione. Essere a Castagneto Carducci significa trovarsi nel cuore di una delle zone più affascinanti della Toscana, dove il paesaggio collinare incontra la costa e dove storia, enogastronomia, natura e sport possono entrare facilmente nello stesso itinerario. Campastrello permette così di scegliere tra due approcci. Il primo è quello del dolce far niente: piscina, giardino, passeggiate, buona cucina e qualche ora di assoluto relax. Il secondo è quello della vacanza attiva: tennis, calcetto, pallavolo, basket, jogging, nuoto, escursioni e attività all’aria aperta.
E poi c’è una terza possibilità, probabilmente la migliore: fare entrambe le cose.

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