lia galli agrichefÈ considerata la prima agrichef italiana, un termine che è stato coniato proprio per lei e poi è diventato consuetudine. Ma dietro tutta una vita passata attorno ai fornelli c’è una famiglia legata alla terra. E soprattutto una nonna “che ogni giorno metteva 16 persone a tavola”. Lia Galli nasce a Cecina nel 1965 in una numerosa famiglia contadina patriarcale. Villa Caprareccia, tra Bolgheri e Bibbona, è stata per moltissimi anni il suo regno. Oggi continua a cucinare e viaggia, due delle sue più grandi passioni.

“Figli, nuore, nipoti, cognati… fino all’87 abbiamo vissuto tutti insieme in campagna. La nonna cucinava quello che l’orto e la natura le davano. Poi c’era il pranzo della domenica, di solito si ammazzava il pollo che veniva cucinato al forno con le verdure. Tra i lia galli agrichefpiatti più frequenti i fagioli con la polenta, la pasta al ragù di carne, tantissime verdure… La cucina era grande, il tavolo oltre tre metri. Nonna era la baby-sitter di tutti noi figli mentre i genitori stavano in campagna a lavorare. Ed io la seguivo un po’ ovunque, dall’orto al pollaio. Ogni tanto mi dava da fare qualche semplice mansione, tipo sbattere un uovo, tagliare la pasta fatta a mano. Io avevo 7/ 8 anni e mi sembrava di fare grandi cose…”.

È dall’osservazione che arriva il ragù di Lia, “rigorosamente cotto sulla stufa a legna“. Altra ‘specialità’ della nonna era quella che lei chiamava la “trippa dei poveri“: “Frittata tagliata a strisce cotta nel sugo con la cipolla”.

Pubblicità

lia galli agrichefPoi ad un certo punto la cucina è entrata nella vita di Lia da una porta diversa. “Avevo 15 anni, in paese incontrai una compagna che mi chiese cosa avrei fatto in estate. Io risposi che sarei andata al mare, come sempre… ‘Perché non vieni a lavoro con me?‘ mi disse. E mi ritrovai al bar di un campeggio di tedeschi. Caffè, cappuccini, gelati, poi prima di pranzo il nostro compito era quello di pelare le patate. Fino al giorno in cui una signora della cucina si fece male e io dissi: “Vengo io”. Quello fu il mio primo approccio a una cucina vera”.

Partenza dalle basi. “Facevo le insalate, pulivo le cozze, giravo il sugo, tagliavo la cipolla”. Stagione dopo stagione a Marina di Bibbona, Lia culla nel frattempo il sogno di fare la hostess. “Ma all’epoca per questo lavoro serviva un’altezza minima che io proprio non avevo”. Abbandonato questo progetto si orienta verso la scuola alberghiera: “Gli istituti erano per lo più più privati. Da 17 a 21 anni ho cercato di entrare ovunque fino a quando sono stata accettata dalla Pellegrino Artusi di Chianciano. Anche in questo caso, avendo presentato l’iscrizione in ritardo, non fu facile. Li convinsi raccontando la mia storia. E quando mi dissero di sì, ero al settimo cielo”.

lia galli agrichefCinque anni di studio, diploma a 26 anni con un percorso inusuale ma pieno di soddisfazioni. “Negli anni di studio continuavo sempre a fare la stagione per pagarmi la scuola. Un professore che aveva lavorato sulle navi mise in palio uno stage di una settimana a chi avesse avuto la miglior pagella alla fine del primo quadrimestre. C’ero anche io nei quattro prescelti ma, essendo l’unica donna insieme a 3 ragazzi, non mi fecero partire. E in quel momento c’è stata anche una frase che ancora non dimentico: ‘Le donne in cucina sono inabili‘. Ho rinunciato all’esperienza ma non mi sono arresa e, preso il diploma, ho deciso di andare in Germania ad imparare il tedesco: la mia famiglia aveva l’azienda agricola e l’idea di trasformarla in un agriturismo iniziava a farsi strada. In quella zona giravano tanti tedeschi…”.

lia galli agrichefL’agriturismo viene inaugurato l’8 agosto del 1992: “E’ stato il primo della zona, ci abbiamo messo tanto perché a quel tempo le leggi non erano ancora molto chiare e definite”. Nello stesso periodo, solo qualche anno più tardi, Lia Galli è tra le fondatrici di “Donne in Campo“, l’associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura promossa da Cia-Agricoltori Italiani. “Si facevano mercati, degustazioni, incontri, raccontavamo il mestiere. Ancora le donne dovevamo fare a gomitate per farsi ascoltare e prendersi il proprio spazio”.

Il primo libro –“Le tre C … della mia cucina” (2005) – nasce in questo periodo, a cui fa seguito “La cucina dei cinque sensi” per l’editore Agritec. È all’Expo di Milano dove Lia viene invitata a cucinare viene battezzata agrichef, ad indicare la categoria che racchiude tutti quei cuochi che lavorano negli agriturismi cucinando con i lia galli agrichefpropri prodotti. E nel curriculum di Lia arriva anche la partecipazione alla Prova del Cuoco “La prova del cuoco” con Antonella Clerici su Rai 1 e a Geo con Sveva Sagramola su RAI 3.

Oggi Villa Caprareccia, dopo 4 generazioni, è stata venduta. “A malincuore” ammette. “Come impiego il mio tempo? La Scuola di Cucina, cene, pranzi e iniziative di beneficenza. E poi viaggio. L’ultimo è stato in Mongolia. La prossima partenza? In ballottaggio ci sono Cina ed Etiopia”.