Non soltanto un luogo dove andare a vedere uno spettacolo, ma uno spazio aperto alla città, capace di produrre cultura, formazione, inclusione e nuove occasioni di incontro. È questa la prospettiva con cui il Teatro De Filippo di Cecina entra in una nuova fase, attraverso un modello di coprogettazione che mette insieme Amministrazione comunale, Terzo Settore e realtà culturali. Il nuovo percorso è stato presentato al teatro, alla presenza dell’Amministrazione Comunale, dei soggetti che hanno partecipato all’avviso pubblico e della direttrice artistica Silvia Jop.

La coprogettazione supera il tradizionale modello di semplice affidamento della gestione: non si tratta soltanto di assegnare uno spazio, ma di sedersi intorno a un tavolo per condividere obiettivi, competenze, risorse e progettualità e costruire insieme le attività del teatro. Un modello di amministrazione condivisa che, per il De Filippo, punta a trasformare il teatro in un hub di welfare culturale, con una triplice funzione: proposta artistica, formazione e rapporto con il territorio.

Il percorso nasce dall’istanza di parte presentata nell’estate 2025 dalla Cooperativa sociale Arcobaleno e ha portato alla costruzione di una rete di realtà diverse. Per le attività socio-culturali partecipano Arcobaleno, Nuova Giovanile, Teatro dell’Aglio e Unitre Cecina; per i cantieri teatrali Geometria delle Nuvole e Animali Celesti. È inoltre in fase di aggiudicazione il coinvolgimento di RIS per i servizi tecnici.

“Come Amministrazione abbiamo fatto una scommessa su questo modello – sottolinea la sindaca Lia Burgalassi –. Credo che il valore aggiunto sia proprio nella possibilità di costruire un progetto che vada oltre il programma già definito. In un momento in cui l’adolescenza sembra essere sempre più in crisi, creare punti di riferimento e luoghi di incontro per i ragazzi e per le persone più fragili è particolarmente importante. Il De Filippo può diventare uno di questi luoghi”.

Per Renzo Mariani di Arcobaleno, il teatro deve essere “una piazza aperta”, capace di accogliere anche attività rivolte a chi normalmente resta ai margini dei luoghi culturali. Tra le proposte già messe in campo c’è l’estensione delle attività de La Stanzetta al teatro e il progetto “Incon”, insieme alla Società della Salute, rivolto a ragazze e ragazzi in carico ai servizi sociali. Prevista anche una figura di coordinamento con funzione di collegamento tra la comunità e le attività culturali e artistiche.

I PILASTRI DEL NUOVO PROGETTO

Anche Unitre porterà al De Filippo una proposta rivolta alla conoscenza, alla divulgazione e alla partecipazione. Tra le attività previste ci sono “Radici contemporanee”, un ciclo di 14 incontri dedicato alla Costa degli Etruschi tra memoria, territorio e nuove espressioni, un appuntamento mensile dedicato a “Un umanesimo contemporaneo” e uno spazio altrettanto periodico per la presentazione di libri indipendenti.

Il programma comprende inoltre mostre fotografiche e la collaborazione alla realizzazione di giornate commemorative e iniziative con enti, fondazioni e associazioni.

L’obiettivo è allargare il teatro oltre il “noi” e coinvolgere realmente il territorio

Il nuovo modello nasce da un confronto che i soggetti coinvolti definiscono concreto e costruttivo. Il progetto arriva dopo una stagione 2025-2026 considerata dall’Amministrazione come un anno di transizione e sperimentazione, durante il quale sono state approfondite esigenze e potenzialità del teatro anche grazie al lavoro delle professionalità coinvolte e della direttrice artistica Silvia Jop.

La nuova stagione conterrà già un primo elemento di sperimentazione: una parte della programmazione rivolta al pubblico più giovane sarà costruita insieme al tavolo di coprogettazione, coinvolgendo i diversi soggetti anche nella creazione artistica.

L’obiettivo è rendere il teatro sempre più accessibile e aperto, rafforzare la programmazione, sviluppare percorsi con scuole e associazioni e intercettare nuovi pubblici, con particolare attenzione a giovani, anziani e persone fragili. La sfida, nel medio periodo, è più ampia: fare del De Filippo uno spazio civico polifunzionale, capace di essere insieme luogo di spettacolo, formazione, cittadinanza attiva, creatività e coesione sociale. Un teatro non soltanto da frequentare, ma da vivere e contribuire a costruire.