C’è tutto in quasi 40 anni dietro un obiettivo della macchina fotografica. La gavetta, la passione infinita, il lavoro, i viaggi, i maestri. Che poi per Roberto Nencini, noto fotografo cecinese e presidente del circolo fotografico, il legame con la fotografia ha origini lontane, esiste fin da quando era bambino. Racconterà questo e molto altro, attraverso scatti e parole, nell’incontro in programma il 23 agosto per il Vada Photo Festival (LEGGI IL PROGRAMMA)

roberto nencini“Mio padre aveva una grandissima passione per la fotografia. Ovunque andassimo scattava foto, per me quella piccola scatola era qualcosa di magico“. Ha cominciato anche lui, proprio con la macchina di suo padre. “Fotografavo qualunque cosa. Allora abitavo a Bologna che è sempre stata all’avanguardia nell’attenzione a tutto ciò che è arte ed espressione. A scuola ci regalarono un libro sulla camera oscura e da lì è iniziato tutto”. Funzionava così allora, si andava in camera oscura a stampare le proprie foto. “A un certo punto ho voluto far uscire le foto dai cassetti in cui le tenevo, ho iniziato a partecipare ai primi concorsi. E anche a prendere le prime ‘patte’ come si dice. Il confronto con gli altri, che sembravano tutti bravissimi, la consapevolezza che di cose da imparare ne avevo parecchie”.

Mi sento un po’ un cantastorie. Fotografo perchè voglio raccontare storie attraverso i miei scatti

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Da qui il percorso classico di ogni foto amatore, l’iscrizione ad un circolo fotografico. “E l’incontro con uno di quei ‘maestri’ che non cerca di piallarti a sua immagine e somiglianza. Silvio Barsotti, era presidente del circolo fotografico di Cascina, un vero talent scout. Mi ha spinto a seguire quello che sentivo ma a lavorarci. E così, piano piano, i concorsi ho cominciato a vincerli”.

roberto nencini
Lo zuccherificio di Cecina (foto Roberto Nencini)

A un certo punto la passione è diventata lavoro. “Era quello che sapevo fare, perché non metterla a frutto?”. Lo studio di Roberto Nencini a Cecina per 35 anni ha rappresentato un punto di riferimento, chiunque è passato da qui per un ritratto, per la foto del momento speciale. “Ora l’ho venduto ma continuo a formarmi, a studiare e a fotografare. Non ho smesso di essere un fotografo. Anche perchè ho sempre tenuto separato il lavoro dalla passione”. E la passione ha trovato sfogo nei viaggi, nelle foto che a distanza di tempo sono diventate storia. Come quelle allo zuccherificio di Cecina (vedi foto). “Ho fotografato l’ultima campagna, prima che chiudesse. E adesso quelle foto sono documenti incredibili”.

roberto nenciniPoi con l’avvento del digitale l’occasione di ritirare fuori tutte quelle foto e dare vita ad un sito che le raccogliesse. “Con le foto mi piace raccontare storie. In fondo mi sento un po’ questo, un cantastorie. E a Vada, nell’incontro per il Vada Photo Festival, cercherò di trasmettere questo, di raccontare un percorso con immagini anche molto lontane nel tempo. E alcune più recenti, dalle quali stanno nascendo progetti a cui tengo molto”. Come le foto che documentano l’impresa di VeloBambino, il viaggio in bicicletta dalla Francia a Cecina per raccogliere fondi da destinare ad associazioni che si occupano di bambini e che presto diventeranno un libro, con ricavi da donare anche questa volta ad Oliver accende un Sorriso Onlus.

Appuntamento martedì 23 agosto alle ore 21 al giardino della Torre di Vada. Talk aperto al pubblico a ingresso gratuito.

Roberto Nencini, Massimo Vitali, Sara Nelli