Una istituzione storica, che anima dal punto di vista culturale il territorio da 80 anni esatti, e una nuova stagione tutta da costruire. La prima presidente donna è stata appena nominata ed è pronta a lanciare progetti e idee per tornare a coinvolgere (soprattutto) le nuove generazioni.
È l’Università Popolare di Rosignano, Giada Baicchi – subentrata, dopo due mandati, ad Andrea Gattini, rimasto nella squadra nel ruolo di vicepresidente – sarà prestissimo mamma ma non ha paura delle sfide: “Ho accettato molto volentieri anche se è stata una nomina inaspettata. Ringrazio il consiglio e il presidente uscente per la fiducia e per aver creduto sempre nel nostro gruppo di teatro”. Perché Giada arriva proprio da lì, dal laboratorio teatrale Thealab.
“L’Università popolare – spiega Giada, 41 anni, nata e cresciuta a Rosignano – è una realtà storico-culturale prestigiosa, che ha fatto tanto su Rosignano. Quello su cui vogliamo impegnarci è comunicare che, dopo 80 anni, siamo ancora qui, vogliamo farci conoscere meglio e di più. In particolare dai ragazzi, in un’ottica di scambio tra le generazioni. La
mission? Ripartire dal teatro, dove nasco. Riprendiamo, quindi, questa vecchia e gloriosa tradizione cercando di riproporla con una veste tutta nuova”.
Da metà ottobre è, infatti, partito al teatro Solvay il laboratorio teatrale rivolto ai ragazzi e giovani adulti dai 15 anni in su (fino ai 35) che si svolge tutti i martedì sera dalle 19 alle 21. “Attualmente abbiamo un gruppo base di 7 ragazzi con età dai 17 ai 24 anni. Abbiamo previsto una restituzione del lavoro svolto a metà e a fine anno. Il nostro è un fare teatro con i ragazzi e sui ragazzi, occupandoci di tematiche sociali”.
E presto partirà anche il corso di teatro per bambini.
Non solo. “E’ nostra intenzione attivare collaborazioni collaterali, tra il corso di teatro – per esempio – e altre professionalità presenti all’interno dell’Università popolare come la fotografia e il videomaking. Una sinergia che mescolerà tradizione e innovazione”. Piccole e grandi sfide, appunto, che non spaventano ma andranno ad arricchire il territorio e per realizzare le quali la presidente Baicchi avrà al suo fianco, non solo tutto il consiglio, ma anche il compagno Giovanbattista Calandra. In attesa dell’arrivo del piccolo Alexander.
L’Università popolare di Rosignano
L’Università Popolare di Rosignano nasce nel 1945 riprendendo la tradizione delle omonime associazioni di inizio Novecento sparse per tutta Italia. Sin da quell’immediato dopoguerra si prefigge lo scopo di promuovere attività culturali e ricreative. Da settantacinque anni svolge la propria attività nella sede del Cinema-Teatro Solvay.
Risale a quegli anni il prestigio a livello nazionale riscosso dal Teatro Solvay, diretto da Dino Lessi, grazie alle stagioni liriche, concertistiche e di prosa. La prima messinscena di un’opera lirica nel dopoguerra fu quella di “Tosca” nel 1947.

Memorabile la stagione lirica del 1949 quando dopo aver curato la messinscena di “Rigoletto” e de “L’amico Fritz” ci fu la produzione della prima nazionale del “Mefistofele” di Arrigo Boito con Cesare Siepi (basso) per la direzione d’orchestra del maestro Umberto Berrettoni. Opere liriche tra le più importanti di Puccini, Verdi, Mascagni, Donizetti, Giordano, Cilea, Petrassi sono state messe in scena al Teatro Solvay nell’arco di un trentennio fino all’edizione de “Il Trovatore” di fine anni Settanta. Molto ricca anche la programmazione concertistica con concerti, tra gli altri, di grandi orchestre come quella del Maggio Musicale Fiorentino, della Rias di Berlino, dell’orchestra di Radio Sofia, dell’Orchestra Regionale Toscana. Molto apprezzate le ricche stagioni di prosa al “Solvay”. Il Piccolo Teatro di Milano festeggiò il decennale della propria nascita il 14 maggio del 1957 al Teatro Solvay con la rappresentazione del celebre “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni interpretato da Marcello Moretti con la regia di Giorgio Strehler ma al Teatro Solvay sono stati protagonisti tutti i più celebri protagonisti del teatro italiano: Dario Fo, Vittorio Gassman, Tino Buazzelli, Luigi Proietti, Franca Valeri, Ugo Tognazzi, Tino Carraro, Eduardo e Peppino De Filippo, Gino Cervi, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Salvo Randone e tantissimi altri.
Ad accompagnare l’attività teatrale e cinematografica (con il cineforum particolarmente
attivo negli anni settanta e ottanta) é quella dedicata alla formazione culturale con i corsi approntati dalle varie sezioni dedicate alle lingue, alla danza classica, alla scultura, alla pittura, alla fotografia poi affiancati nel corso del tempo da quelli di scrittura creativa, dizione e recitazione, danze moderne, informatica e internet. Attività che hanno portato l’Università Popolare ad avere centinaia di associati e divenire una tra le più grandi associazioni culturali della provincia di Livorno.
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