C’è una luce particolare nei negozi di paese, quella che nasce dalle storie di chi li ha tenuti in vita superando decenni e ostacoli. A Marina di Bibbona quella luce porta il nome di Rita, che a 76 anni ha deciso di chiudere la saracinesca del suo storico negozio di articoli da pesca — o, come dice lei, “di un po’ di tutto”.

rita marina di bibbonaEra il 1982 quando Rita Del Seppia, insieme al marito, prese in affitto un piccolo fondo. All’inizio pensavano di aprire una gelateria, ma il desiderio di restare vicini alle figlie le fece cambiare strada. Così nacque Hobby Shop, negozio di pesca, ferramenta e campeggio, in un periodo in cui Marina di Bibbona era un piccolo mondo in fermento: campeggi, villeggianti, turisti, famiglie intere che affollavano le strade in estate.

Nel 1986 riuscirono, con sacrificio e determinazione, a comprare il fondo. Non sapevo nulla di pesca — racconta Rita — non sapevo nemmeno come si montasse un mulinello. Ma ho imparato dai pescatori, guardando, ascoltando, provando”. E così, anno dopo anno, è diventata maestra dei pescatori, arrivando persino a insegnare lei come si prepara una canna o si sistema un filo.

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rita negozio pescaCon il tempo, il negozio si è trasformato. Le figlie crescevano e per renderlo più accogliente, Rita iniziò ad aggiungere ciabattine, costumi e piccoli accessori: “Abbiamo tolto la ferramenta e ci siamo creati il nostro spazio. Doveva essere un posto dove anche le bambine stessero volentieri.”

Dietro il bancone, Rita ha passato 44 anni. “La cosa che mi manca di più sono i clienti,” ammette. “Non tutti, ma tanti sì. Alcuni mi mandano ancora gli auguri a Natale. Altri tornano con i figli o i nipoti, diventati grandi, che venivano a comprare le canne da pesca.”

Ci sono stati momenti belli e altri più difficili: “Internet ci ha rovinati” dice senza giri diRita negozio pesca Marina di Bibbona parole. “La gente veniva, provava le scarpe e poi le ordinava online.” Ma la sua ironia non l’ha mai abbandonata. Racconta ridendo dell’episodio delle chiavi: un giorno un signore la prese in giro dicendo che “tanto ormai non lavoravano più perché tutti compravano su internet”. Qualche giorno dopo tornò da lei per farsi fare una copia delle chiavi, e Rita, con un sorriso tagliente, gli rispose: “Vada pure a farsele su internet.”

Nel corso degli anni ne ha viste di tutti i colori: turisti fiorentini che chiedevano i “toni” (le tute da ginnastica), piccoli furti al gazebo delle ciabatte, giornate di 14 ore senza ferie e senza pause. “Aprivamo a Pasqua e chiudevamo a ottobre. Lavoravamo tanto, ma era la nostra vita.”

rita negozio pesca marina di bibbonaOggi Rita e suo marito hanno restituito la licenza. Le figlie hanno preso la loro direzione — una insegna, l’altra ha un’agenzia immobiliare — e il fondo è in vendita. “Mi dispiace non vedere l’attività continuata, ma non ce la facevamo più. Non siamo riusciti a passarla a nessuno.”

Ora vivono in campagna, si dedicano al volontariato e al nipote di quindici anni. Quando le chiedo cosa direbbe alla giovane Rita all’inizio della sua avventura, lei sorride: “Direi a quella me di 33 anni che è stata brava. Che ce l’ha fatta, fino in fondo. Non rimpiango nulla. Mi mancano solo loro, i clienti”.