“La voi sape’ tutta la storia? Via, te la racconto”. La storia è quella delle barzellette di Alessandro Paci che su youtube hanno raggiunto 250 milioni di visualizzazioni, senza contare chi quotidianamente ci incappa e ci ride sui social. E lo farà anche nello spettacolo che – seppur intitolato “Non solo… barzellette” – è un concentrato di comicità semplice e diretta, uno one-man che sabato 24 gennaio approderà al Teatro Persio Flacco di Volterra.
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“Ho due figli, un maschio e una femmina, Matteo e Sabina, di 28 e 25 anni. Quando ne avevano 18 e 15 dissi loro che volevo fare qualcosa su youtube e mi risposero: ‘Seee, babbo sei troppo vecchio’. ‘Ah sì, si scommette che ce la fo?’. Quindi iniziai con i corti, le interviste e i doppiaggi. Un giorno ero dal trippaio a mangiare un panino, gli dissi: ‘Vieni si fa una barzelletta’. E nel tratto tra il trippaio e casa mia mi arrivarono un sacco di messaggi su whatsapp nell’arco di due minuti. Quando una cosa funzione si vede subito”.
Adesso le barzellette sono ‘il pane quotidiano’ del Paci ma, in fondo, lo sono sempre state. “Quando mi esibivo col Ceccherini alla fine i nostri numeri erano basati sulle barzellette. Tutti le hanno raccontate e chi dice di no ha la puzza sotto il naso. Anche in ‘Tutto Benigni’ ce ne erano almeno tre o quattro. Le barzellette hanno una sceneggiatura perfetta”.
Nello spettacolo Alessandro Paci ripercorre la sua vita, dagli inizi ad ora. “Ho 60 anni e ne ho di cose raccontare. Tutto parte dal bar dei miei, che è stata la mia scuola. C’erano i clienti e poi un barista che sarebbe stato un comico perfetto se avesse avuto il coraggio di provarci. Ho iniziato ad esibirmi che avevo 16 anni e nei momenti demoralizzazione, che ci sono stati, devo ringraziare proprio Massimo Ceccherini. È successo che io dicessi: ‘Basta, io smetto’. In fondo io sono sempre stato un tranquillo, avevo la fidanzata… ma lui ogni volta mi riprendeva e mi diceva: ‘Sei un cretino, noi siamo i più forti del mondo. Se si smette noi devono smette’ tutti’. Nessun piano B, quindi o, meglio, “a fare da paracadute c’è sempre stato il bar della mi mamma e l’oreficeria del mi babbo” – ma la consapevolezza che un altro lavoro per Alessandro Paci non sarebbe stato possibile.
Nel suo curriculum, oltre al teatro e alla tv, c’è anche il cinema. “Una cinquantina di film. E durante il Covid ‘Non ci resta che ridere’ è stata la commedia più vista sulla piattaforma, tanto che, da fine aprile, gireremo il seguito. Si intitola ‘Si fa per ridere’. Le riprese? Non solo a Firenze. Voleremo anche in Usa”.
Tutte le barzellette di Alessandro Paci
https://www.youtube.com/watch?v=u262k1uznR4

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