A Vada la rassegna Dolce Vita Teatro inizia ad entrare nelle case. Dopo il debutto del festival domenica 12 aprile con Franco Arminio all’Ordigno, adesso è il turno di una doppia replica: il 18 aprile alle 19 nel salotto di Claudio e il 19, stesso orario, tra i tavoli del locale I Fichi Secchi. Protagonista delle due serate sarà Luca Ferroggiaro con “A piedi nudi”. Uno spettacolo che è anche (o soprattutto) un racconto di un’esperienza di vita, di una scelta in grado di rivoluzionare tutto.
Info e prenotazioni
https://www.dolcevitateatro.art/
“Vivo scalzo da 12 anni ed un’esperienza sensoriale continua”. Ogni giorno, ogni passo, ogni superficie. Luca – genovese classe 1975 – non ama granché le definizioni. C’è chi li chiama Scalzisti, chi usa il termine barefooters. Lui vive semplicemente senza scarpe, calze, calzini, in tutte le stagioni e in tutti i contesti.
“Ero con la mia ex ragazza, in moto, a Seravezza. Pioveva, c’era un festival, abbiamo visto un banchetto con t-shirt e un libro intitolato ‘A piedi nudi. Tutte le buone ragioni per liberarsi delle scarpe’ di Daniel Howell. I ragazzi allo stand ci dissero che, se volevamo, potevamo lasciare lì le scarpe e provare un percorso tattile e sensoriale di 15/20 minuti, camminando su sabbia, legno, pietre… Abbiamo superato l’iniziale scetticismo, ci siamo detti: ‘Giochiamocela!’. E abbiamo scoperto una bellezza inaspettata. Io avevo già viaggiato in Oriente ed ero rimasto incantato dal fatto che gli abitanti lasciavano le scarpe fuori dalla porta. In quel momento, i ragazzi del banchetto è come se mi avessero dato il permesso, mi avessero detto ‘si può fare’. Siamo tornati a casa e abbiamo davvero provato. Da lì in poi è stata una scoperta dopo l’altra, i benefici sulla salute fisica e psicologica che stare scalzi ti regala sono infiniti”.
Una svolta, in tutto e per tutto. “Il mio sistema nervoso percepisce ad ogni passo qualcosa di vivo, gli organi interni vengono stimolati, è cambiato il mio modo di essere presente in ogni cosa che faccio nella vita” aggiunge Luca che ammette di aver, comunque, attraversato anche fasi non facili. “Chi fa questo tipo di scelta si espone al giudizio degli altri, prova paura, vergogna, a volte rabbia. Ti senti socialmente poco accettato, devi affrontare parole e sguardi difficili da digerire”.
“Ricordo bene – racconta – l’ansia di fare la spesa al supermercato, all’inizio ho trascorso ore fuori dalle porte senza riuscire ad entrare. Ho sentito commenti di ogni tipo di fronte a una persona ben vestita ma scalza: ‘E’ pazzo… uno squilibrato… avrà dimenticato le scarpe… è sporco’. Arrivare a una stabilità emotiva è un processo che poi diventa una terapia gratuita. Io non so perché sono arrivato a vivere scalzo. Ogni tanto ripenso a quando ero bimbo e avevo un sogno ricorrente: andavo a scuola dimenticandomi
le scarpe e tutti mi prendevano in giro. Chissà se dietro c’è un’elaborazione di un qualche trauma…”.
Il dato di fatto è che oggi “camminare scalzo è il mio stato naturale, il mio corpo troverebbe e assurdo camminare con le scarpe”. E adesso è anche una perfomance teatrale, un monologo che apre le porte di un mondo da scoprire e che è inserito nel cartellone della prima edizione di Dolce Vita Teatro.
Chi è Luca Ferroggiaro
Diplomato in counseling espressivo, arteterapia e consulenza sessuale, ha studiato la Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg per la mediazione dei conflitti e la facilitazione al dialogo di coppia. Assieme alla compagna organizzo seminari per coppie dedicati al benessere della relazione.
Maggiori informazioni: psichecreativa.it















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