Dal clown sociale alle discipline aeree, passando per il circo educativo e i progetti di inclusione sul territorio: quella della scuola circense Saltimbanco è una storia fatta di passione, comunità e crescita personale attraverso l’arte. Una realtà nata nel 2013 e diventata negli anni un punto di riferimento per bambini, ragazzi e adulti che vogliono avvicinarsi al mondo del circo contemporaneo.
Una realtà sempre pronta a nuove sfide come il “Circo Summer”, percorso di cinque incontri dedicato alle basi delle discipline circensi che si svolgerà a Cecina, al Parco
della Cinquantina, dal 17 giugno al 15 luglio.
«Saltimbanco nasce nel 2013 dalla passione per le arti circensi dei tre fondatori» racconta Enrico, spiegando come il progetto affondi le proprie radici nel circo sociale e nella clownterapia. Elena ed Enrico, infatti, hanno lavorato per anni in ospedali, case di riposo, piazze e contesti di disagio, arrivando anche nelle zone colpite dal terremoto in Abruzzo, mentre Aeneah, acrobata internazionale, ha portato spettacoli e progetti di circo sociale in tutta Europa e in Kenya. Da quel sogno condiviso, nel gennaio 2014, sono partiti i primi corsi di arti circensi, con l’obiettivo di creare uno spazio in cui le persone potessero esprimersi liberamente attraverso il linguaggio del circo.
«L’obiettivo principale è offrire l’opportunità di sperimentare il linguaggio artistico delle arti circensi per esprimersi attraverso queste» spiegano dalla scuola. «Attraverso tutte le attività desideriamo trasmettere leggerezza, divertimento e positività, oltre ad autostima, fiducia e determinazione».
Durante l’anno Saltimbanco organizza corsi di equilibrismo, giocoleria, clownerie, acrobatica e discipline aeree come tessuto, trapezio e cerchio, ma porta avanti anche numerosi progetti nelle scuole e iniziative di circo sociale dedicate all’inclusione e alla partecipazione. 
«Sviluppiamo progetti di avvicinamento alle discipline circensi in scuole di ogni ordine e grado e progetti di circo sociale in strada coinvolgendo numerosi enti e territori per favorire inclusione sociale e avvicinamento allo sport» raccontano. «Altri progetti speciali a cui teniamo molto sono legati alla disabilità, alla diversità e agli anziani».
Per Saltimbanco il circo non è soltanto spettacolo, ma anche uno strumento educativo molto potente. Ogni disciplina permette infatti di sviluppare capacità differenti, lavorando contemporaneamente sul corpo, sulle emozioni e sulla consapevolezza personale.
«La giocoleria permette di sviluppare determinazione e costanza, mentre l’equilibrismo favorisce l’ascolto del corpo, delle emozioni e dell’equilibrio interiore» spiegano gli insegnanti. «Durante la pratica dell’acrobatica aerea è necessario ascoltarsi, imparare a respirare e ritrovare equilibrio per andare oltre alla paura dell’altezza o della caduta».
Uno degli aspetti più importanti è il rapporto con il rischio e con l’errore, considerati parte integrante del percorso di crescita.
«Il rischio è una componente fondamentale nelle attività circensi e non deve essere eliminato» sottolinea Enrico. «Per i ragazzi è importante conoscerlo, affrontarlo e capire come imparare a gestirlo in sicurezza, con fiducia e consapevolezza».

Il circo diventa così uno spazio in cui imparare anche la pazienza e la gestione della frustrazione. «A volte per imparare solo a salire sul tessuto occorre un mese» raccontano. «In questo frangente l’allievo sviluppa determinazione, costanza e comprende che per raggiungere degli obiettivi bisogna insistere ed avere pazienza».
Grande attenzione viene data anche alla dimensione creativa e relazionale. Ogni allievo viene coinvolto direttamente nella costruzione degli spettacoli e delle performance. «Quando i ragazzi apprendono diverse tecniche possono creare piccole performance attingendo alla loro creatività» spiegano dalla scuola. «Durante un’esibizione tutti lavorano insieme come una squadra, collaborando e cooperando per raggiungere un obiettivo comune».
Nel tempo il progetto si è ampliato sempre di più, passando dai primi corsi di giocoleria e acrobatica a laboratori nei festival, animazioni, spettacoli e attività sociali sul territorio. «Saltimbanco non si ferma qui, è in continua evoluzione» raccontano gli organizzatori.
Tra i risultati più significativi, però, ci sono soprattutto le relazioni costruite negli anni con gli allievi e con il territorio. «In una società dove tutto è usa e getta, essere riusciti a costruire relazioni basate sulla stima e sulla fiducia reciproca che perdurano da anni ci sembra il risultato più appagante che potessimo ottenere».
Durante le attività e gli spettacoli, l’obiettivo è quello di creare un ambiente sereno, collaborativo e non competitivo. «Cerchiamo di mettere chiunque nella condizione di esprimere ciò che è senza uniformare nessuno» spiegano. «Ogni allievo è unico e speciale e ciascuno ha le sue qualità, potenzialità e peculiarità».
E anche il momento dello spettacolo assume un significato particolare: «Prima di ogni performance ricordiamo sempre agli allievi che è un’occasione importante per esprimersi e condividere con il pubblico un’emozione o un messaggio».
I progetti
In cantiere anche una nuova manifestazione dedicata al mondo delle bolle di sapone, pensata per coinvolgere associazioni, enti e realtà locali. «Creare una comunità viva e attiva è un elemento fondamentale» spiegano ancora da Saltimbanco. «È un percorso lungo che richiede visione, continuità di azione e capacità di fare rete coinvolgendo persone, realtà e istituzioni del territorio».
E forse proprio qui si racchiude il senso più profondo del progetto. «Saltimbanco è una scuola di discipline circensi in cui ognuno può conoscersi, scoprire le proprie abilità e i propri talenti, andando oltre ai propri limiti per esprimersi in un ambiente positivo, stimolante e collaborativo».
Tutte le info www.saltimbancoscuolacirko.it

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