Ci sono storie che nascono da grandi progetti e altre che prendono forma quasi senza accorgersene, in modo spontaneo e autentico. È il caso di Birra dell’Elba, nata nel 2007 da un’intuizione inizialmente maturata quasi per gioco e cresciuta nel tempo fino a diventare uno dei principali riferimenti della birra artigianale dell’isola.
«Tutto è cominciato durante una normale cena in famiglia» racconta Valerio Tamagni. «Mia cognata accennò al desiderio di aprire un locale e io, che in quel momento avevo in mano una birra prodotta da me, le lanciai una provocazione: “Se lo apri, la birra te la faccio io”. Da quella battuta è nato tutto».
Una provocazione diventata progetto concreto nel giro di pochi mesi. Nasce così il primo birrificio artigianale dell’Isola d’Elba: inizialmente un piccolo brewpub a Rio Marina, poi la crescita e il trasferimento a Portoferraio. Un percorso costruito passo dopo passo con una visione chiara fin dall’inizio, creare una birra capace di raccontare il territorio.
COME NASCE UNA BIRRA ARTIGIANALE
Una birra artigianale nasce sì da acqua, malto e luppolo, ma soprattutto dalla passione. «Il primo ingrediente è senza dubbio quello», spiega Tamagni.
Accanto agli ingredienti, entrano in gioco il tempo, la pazienza e la cura dei dettagli, attraverso lavorazioni lente e precise. Le principali fasi sono:
- Ammostamento: trasformazione degli amidi dei cereali in zuccheri fermentabili;
- Bollitura: il mosto viene cotto e il luppolo contribuisce a definire aroma e amaro;
- Fermentazione: i lieviti trasformano il mosto in birra;
L’insieme di queste fasi contribuisce a definire l’identità della birra, dando vita a un prodotto complesso, equilibrato e riconoscibile, caratterizzato da profumi e sfumature che ne esprimono la natura unica e “viva”.
LE BIRRE SIMBOLO
Nel tempo alcune etichette sono diventate rappresentative dell’identità di Birra dell’Elba.
La Maestrale è una birra ad alta fermentazione, dal corpo leggero e dal finale secco. Presenta note di caramello e sentori erbacei e agrumati. È una birra fresca, facile da bere, adatta ad abbinamenti con pesce e carni bianche. Il nome deriva dal vento caratteristico dell’isola.
La Octopus è una birra doppio malto di ispirazione belga, dal colore ambrato e dalla schiuma fine e persistente.
Al naso presenta note speziate e dolci con sentori di malto, mentre al palato si distingue per il gusto di caramello e un finale piacevolmente amaro.
È una birra da meditazione, adatta ad abbinamenti con carni e piatti speziati.
«Negli ultimi anni, però, la EPA (Elba Pale Ale) sta guadagnando sempre più spazio e oggi forse rappresenta al meglio la nostra evoluzione: una birra di carattere, pulita, con amaro deciso e note aromatiche tropicali che valorizzano i luppoli selezionati.»
UNA BIRRA CHE SA DI ISOLA
Più che puntare solo a produrre una buona birra, l’obiettivo è creare un’esperienza capace di evocare sensazioni e ricordi legati al territorio.
«Vogliamo che ogni sorso sia un’esperienza evocativa», spiega Tamagni, come un invito a lasciarsi trasportare altrove attraverso immagini che riaffiorano con naturalezza: la luce dorata di un tramonto sul mare, una sera d’estate sospesa nel tempo, il rumore delle onde che si perde in lontananza.
L’idea è che anche a distanza dall’isola basti stappare una Birra dell’Elba per ritrovarsi improvvisamente dentro quelle sensazioni, come se il tempo si fermasse per un istante e il ricordo tornasse presente.
Alcune birre, infatti, non si limitano a descrivere un gusto, ma richiamano un luogo, un’atmosfera e un modo di vivere. Ed è proprio in questa dimensione che si colloca Birra dell’Elba, che racchiude in ogni bicchiere un legame diretto con l’isola da cui nasce.
Per maggiori informazioni: Birra dell’Elba


















