Nella prestigiosa sede del Museo del Castello di Piombino, il prossimo 26 settembre alle ore 17:30 sarà inaugurata la mostra “Vittorio Giorgini. Architetto senza confini”, a cura di Marco Del Francia, Nicola Bellofatto, Fabio Caciagli, Silvia Moretti, promossa dal Comune di Piombino e da BACO Archivio Vittorio Giorgini, in collaborazione con Parchi Val di Cornia e il contributo della Fondazione Livorno.

Nel centenario della nascita di Vittorio Giorgini (1926-2010), la mostra apre una serie di finestre sull’universo creativo e umano dell’architetto fiorentino, restituendo la complessità di una figura che ha fatto della libertà di pensiero, della curiosità e della ricerca incessante i principi fondanti del proprio percorso.

Attraverso i materiali d’archivio – disegni, fotografie, progetti, scritti, documenti e testimonianze – la mostra costruisce un racconto che intreccia il vissuto professionale e quello privato, mostrando come in Giorgini questi due piani siano stati sempre profondamente connessi. Le sue architetture e le sue sperimentazioni emergono così non come episodi isolati, ma come espressione di una personalità capace di osservare il mondo con uno sguardo libero da pregiudizi, trasformando ogni esperienza in occasione di conoscenza e invenzione.

L’esposizione si articola in sette sezioni, Il viaggio come esperienza di formazione, che esplora le radici familiari, la scoperta dei luoghi e la costruzione dello sguardo personale di Giorgini, Arte e dintorni, sui rapporti e le influenze con gli ambienti culturali ed artistici nazionali e internazionali, La Natura e la climatica, che illustra la nascita di un metodo di capace di trasformare  l’osservazione dei fenomeni naturali in un progetto e l’architettura fatta con le vibrazioni. Seguono le sezioni dedicate alla Spaziologia, teorizzata da Giorgini quale disciplina che vede la natura come modello una ricerca che assume la natura come modello di conoscenza e di progetto, la sezione dedicata a La Biennale di Venezia del 1978, quando Giorgini esplora le possibilità di una nuova organizzazione dello spazio, La ricerca topologica, quale superamento della geometria tradizionale, e infine l’Urbologia, teorizzata da Giorgini quale disciplina per ripensare la città come organismo vivo e complesso.

Ai materiali dell’Archivio Giorgini si aggiungono i prestiti provenienti dall’Archivio Lara Vinca Masini del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, oltre ai modelli topologici in alabastro, accompagnati da un cortometraggio della loro realizzazione.

Il sodalizio tra l’architetto Vittorio Giorgini (Firenze 1926-2010) e Baratti risale alla metà degli anni Cinquanta: in un ambiente quasi intatto dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, l’architetto fiorentino realizzò due opere caratterizzate dall’elevata sperimentazione: Casa Esagono (1957-1960) e Casa Saldarini (1962-1965), detta “la Balena”.

Nel 2024, dopo il restauro conservativo, il consolidamento e la riqualificazione funzionale – realizzati grazie a Regione Toscana e co-finanziato dal Comune di Piombino – Casa Esagono, già bene culturale inserito nel censimento delle Architetture del Novecento di pregio dal Ministero della Cultura, è oggi un luogo di cultura, condivisione, partecipazione e creatività contemporanea, restituito alla fruizione pubblica, dando impulso al turismo culturale del territorio.

“Celebrare il centenario di Vittorio Giorgini con questa mostra significa restituire alla comunità la ricchezza di una ricerca architettonica ancora sorprendentemente attuale. BACo – Archivio Vittorio Giorgini nasce proprio con questo obiettivo: custodire, studiare e valorizzare il patrimonio documentale dell’architetto e promuoverne la conoscenza. Le sue opere, profondamente legate al territorio livornese e alla sua costa, costituiscono un patrimonio culturale di straordinario valore e questa mostra è per noi un’occasione importante per far conoscere Giorgini a un pubblico sempre più ampio.” dichiara il Presidente Arch. Marco del Francia “La mostra è stata resa possibile anche grazie al contributo liberale ricevuto da Metinvest Adria, che ha scelto di sostenere la nostra associazione riconoscendone il valore culturale e il legame con il territorio” prosegue Del Francia “Desidero inoltre ringraziare UnipolSai quale sponsor tecnico della mostra”.

“Questa mostra non è soltanto un omaggio a Vittorio Giorgini, ma un invito a riconoscere quanto il nostro territorio sia capace di custodire esperienze culturali di rilievo ben oltre i propri confini. Giorgini ha saputo leggere questi luoghi con uno sguardo libero, anticipatore, trasformandoli in materia di ricerca e di pensiero. A BACo va il merito di proseguire con rigore e sensibilità un lavoro prezioso di studio, tutela e valorizzazione: portare alla luce questi patrimoni significa rafforzare la consapevolezza della nostra identità e, insieme, la capacità di affidarla al futuro” dichiara Francesco Ferrari, Sindaco di Piombino.

“Piombino e il suo territorio custodiscono alcune delle opere più significative di Vittorio Giorgini: da Casa Esagono e Casa Saldarini a Baratti, fino al complesso delle “Pecorelle” a Punta Falcone. Un patrimonio che il Comune ha scelto di tutelare e valorizzare con particolare impegno, investendo nel restauro di Casa Esagono, oggi riconosciuta tra le testimonianze più originali dell’architettura del Novecento. È un patrimonio che parla al presente e contribuisce a far crescere un turismo culturale attento e consapevole, capace di riconoscere nel nostro territorio un luogo di ricerca, innovazione e bellezza”, dichiara Satya Ferraris, Ass. alla Cultura, Turismo ed Eventi.

“Il Museo del Castello è il luogo ideale per ospitare una mostra dedicata a Vittorio Giorgini, perché mette in dialogo la storia e il patrimonio del territorio con una delle esperienze più originali dell’architettura del Novecento. Per Parchi Val di Cornia accogliere questa esposizione significa contribuire a valorizzare un patrimonio che appartiene profondamente a Piombino e alla Val di Cornia e che oggi può diventare una nuova chiave di lettura del paesaggio e della sua storia. La mostra rappresenta inoltre un’importante occasione per avvicinare nuovi pubblici alla cultura e rafforzare quel turismo culturale che trova nel nostro territorio un’offerta sempre più ricca e qualificata.” dichiara Luca Ardenghi, Presidente della Società Parchi

“Sostenere la mostra dedicata al centenario della nascita di Vittorio Giorgini significa valorizzare una figura di straordinaria originalità dell’architettura italiana del Novecento e, insieme, riscoprire il profondo legame tra la sua ricerca e il territorio livornese. È proprio a Livorno e nel suo territorio che Giorgini ha realizzato alcune delle sue opere più significative, lasciando un patrimonio unico, ancora capace di interrogare il presente. La Fondazione Livorno è lieta di contribuire a questo progetto, perché promuovere la conoscenza e la tutela di questo patrimonio significa rafforzare la consapevolezza dell’identità culturale del territorio e trasmetterne il valore alle nuove generazioni” dichiara Luciano Barsotti, Presidente della Fondazione Livorno.

La mostra intende celebrare Vittorio Giorgini quale protagonista originale dell’architettura del Novecento e vuole riaprire il dialogo con la sua opera e con le domande che ancora oggi essa pone. Il percorso espositivo conduce il visitatore alla scoperta di un pensiero in continuo movimento e al riconoscimento, nel lascito di Giorgini, di una straordinaria lezione di libertà, immaginazione e apertura verso il futuro.

Appuntamento con il vernissage sabato 26 settembre alle ore 17:30; nell’occasione la mostra sarà aperta fino alle 21:00. La mostra sarà poi aperta dal martedì al venerdì dalle 16:00 alle 20:00; sabato e domenica dalle 09:30 alle 13:30 e dalle 16:00 alle 20:00. L’ingresso è libero.