Misteriosi e affascinanti, impossibile “rimanere indifferenti” al loro cospetto. Sono i rapaci notturni – anche quelli che si trovano dietro casa, non importa andare a scovarli lontano – e Andrea Daina Palermo ha deciso di raccontarli attraverso la fotografia. Nei suoi incontri e appostamenti ha scelto la civetta, che nella cultura greca era chiamata Athene noctua, animale sacro ad Atena. “Un animale elusivo, in un mondo in cui esisti solo se appari”.
Venerdì 12 settembre alle ore 18:30 negli spazi del Conad di Cecina (Parco Acquerta) Andrea presenterà il volume “ATHENA – sulle tracce di una piccola dea“, edito da Quercuslibris con i testi della giornalista scientifica Francesca Buoninconti. Una monografia che è anche un viaggio curioso tra la fauna della Costa degli Etruschi, un libro dal forte impatto estetico e divulgativo.
Andrea Daina Palermo, classe 1977, vive a Vada da una ventina d’anni. La fotografia per lui è una passione di famiglia: “Fin da bambino sono sempre stato attratto dalla natura. Anche grazie ad un libro che mi ha regalato mio padre: una raccolta a fascicoli che veniva distribuita insieme ad un quotidiano dal titolo ‘Il meraviglioso mondo degli animali’. È questo volume che mi ha dato il La… poi mio nonno
aveva la passione della fotografia. Si occupava di edilizia e documentava i lavori per poi scattare anche in famiglia. Le macchine fotografiche giravano in casa ed io le ho sempre viste come uno strumento, esattamente come la penna. Uno strumento per raccontare le cose che più mi piacciono”.
Nel 2007 Andrea frequenta il corso di fotografia, organizzato dal Fotocircolo FBN Cecina e, da allora, è membro attivo del circolo. Il libro “ATHENA – sulle tracce di una piccola dea” è uscito a fine 2024 ma è frutto di un lungo lavoro, durato anni: “La civetta è il rapace notturno che più facilmente possiamo incontrare, anche in pieno giorno. Ha una innata resilienza, tanto da essere riuscita ad adattarsi per
convivere con l’incessante attività umana. Non solo: “Fa parte dei rapaci strigiformi, che ricordano le streghe. Hanno grandi occhi, disposti frontalmente, e la capacità di ruotare la testa di 270°. Nella tradizione popolare la civetta è ritenuta portatrice di sfortuna ma io ho voluto tralasciare tutta questa parte andando a recuperare il significato che le veniva affidato nella cultura ellenica. L’esplorazione è partita ed è rimasta all’interno del mio territorio in cui ho censito tantissime civette: Vada, Cecina, Santa Luce, con una piccola incursione anche a Bibbona”.
“Da qui – prosegue Andrea, che oltre ad essere attivo del circolo di Cecina collabora anche con il Vada Photo Festival – è nato il libro, suddiviso in 4 capitoli, che raccontano l’esperienza dai primi contatti con la civetta fino ad arrivare agli altri animali notturni presenti: barbagianni, assiolo, allocco e altre specie più particolari. Lo scatto che mi ha dato più emozioni? La foto della copertina. Semplice ma perfetta per rappresentare tutto il lavoro”.


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