Il mese di marzo si colora di Lilla perché è il mese della prevenzione dei DCA il cui simbolo è appunto il fiocco lilla. In Italia più di tre milioni di persone soffre di disturbi del comportamento alimentare ed è perciò importante parlarne accuratamente il più possibile per cercare di liberare queste patologie dagli stigmi che li ricoprono; molto spesso infatti vengono definiti malattie della moda, del bello e della ricerca d’attenzioni. Nel nostro piccolo è importante fare quanto possibile per diffondere informazioni sane e preventive.

Ci sono molti fattori che possono incombere nell’ insorgenza di dca: allergie alimentari, intollerante, diabete, celiachia ecc… queste condizioni comportano delle importanti restrizioni alimentari che molto spesso possono associarsi ad alcune difficoltà di crescita ed accettazione del proprio corpo. Il cibo è un elemento fondamentale che arricchisce il nostro quotidiano, non soltanto perché ci alimentiamo ma proprio perché con esso viene condiviso il piacere dello stare insieme. Oltre alle forme più conosciute di questo tipo di disagi (anoressia, bulimia, binge eating) stanno sempre più prendendo piede nuovi aspetti che si manifestano tramite un’eccessiva attenzione alla corretta alimentazione (ortoressia) ed una ricerca costante ed eccessiva del fisico atletico (vigoressia).

in italia più di 3 milioni di persone soffre di disturbi del comportamento alimentare

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I disturbi del comportamento alimentare sono delle patologie molto complesse e terrificanti dal punto di vista psicologico; purtroppo questi, entrano in modo “subdolo” e pian piano si “prendono” tutta la persona, portando all’isolamento ed all’estrema sofferenza. Molto spesso però diventano anche un aspetto fortemente identitario e di gran compagnia, per questo diventa assai difficile uscirne. Il rapporto con il cibo è intrecciato nella relazione con l’altro, e ciò ha spesso a che fare con dinamiche relazionali familiari, sociali, culturali, oltre ad aspetti profondamente antichi legati alle primissime esperienze di relazione primaria.

disturbi del comportamento alimentareÈ proprio per questi ed altrettanti motivi che il trattamento terapeutico dei disturbi del comportamento alimentare dovrebbe prendere globalmente in considerazione la persona nella sua interezza. È indicato perciò un approccio multidisciplinare composto da molteplici figure di riferimento che ricoprono ruoli ben precisi e definiti: psicoterapeuta, medico e nutrizionista. Queste figure si occupano del percorso adeguatamente strutturato per la persona della quale ci si prende cura e del monitoraggio medico e nutrizionale.

Inoltre, è assai importante considerare un supporto terapeutico alle famiglie, ed è di grande aiuto frequentare sedute di gruppo con altri genitori di ragazz* con le medesime difficoltà. Oltre a ciò, sono indispensabili a parer mio, laboratori di cucina e promozione dell’educazione alimentare per chiunque voglia accedere, genitori, ragazzi, altri membri familiari che partecipano attivamente alla vita quotidiana dell’assistit*.

Vorrei condividere una piccola riflessione che, proprio per l’argomento di oggi, mi sta molto a cuore.

Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare”

Questo è uno dei passi più belli del “Piccolo Principe”; spesso la sofferenza è causata dal sentirsi incompresi e sono proprio le piccole cose a fare la differenza, sono quelle accortezze ritenute banali e scontate di cui abbiamo bisogno. Prendersi cura di qualcuno, così come di noi stessi, è una delle imprese più difficili al mondo… immagino…. Se il fiore tanto amato dal piccolo principe fosse una parte di lui? Quella stessa parte fragile e bisognosa cresciuta sul suo asteroide? Quella parte alla quale poi ha voluto ricongiungersi!

il rapporto con il cibo ha spesso a che fare con dinamiche relazionali familiari, sociali, culturali, e con le primissime esperienze di relazione primaria

A parer mio è importante riflettere su tutti i piccoli gesti del quotidiano, quando siamo soli e quando siamo con gli altri, cogliere le imperfezioni e le fragilità ed amarle perché sono proprio quelle la via maestra alla conoscenza di noi stessi e dell’altro. Forse, la chiave sta nell’educarsi a prendersi cura di noi e dell’altro, lasciando gran spazio e margine d’errore.

Trattando le fragilità altrui, mi rendo sempre più conto che il gesto di fiducia più importante che si possa fare con gli altri è permettere a qualcun altro di prendersi cura di noi.

fasi di crescita Linda Frongillo è psicologa clinica che si occupa di psicoterapia e psicoanalisi del bambino e dell’adolescente e questa è Bada Linda – Psicorubrica per genitori & figli! E’ possibile porre domande, chiedere un’opinione, esporre un ‘caso’, sfogarsi e raccontarsi, anche mantenendo l’anonimato. Basterà inviare una mail alla nostra casella di posta elettronica redazione@badali.news e aspettare la domenica.