Le storie ci salvano. E Francesco Gerardi ne ha scelta una, bella e potentissima, che unisce perfettamente i suoi due mondi: Pisa, dove è nato e cresciuto, e Venezia, dove vive da 11 anni completamente immerso nel mondo del teatro. È la storia di Rustichello e Marco Polo, che venerdì 19 settembre porterà in scena – con una emozione tutta particolare – al Pisa Scotto Festival con lo spettacolo “La cella di seta. Io e Marco Polo” (ore 21, ingresso libero). Dietro ci sono un’idea, maturata durante il lockdown (quando l’arte, in tutte le sue forme, ha avuto davvero un effetto salvifico) e una convinzione: “Senza Rustichello da Pisa non ci sarebbe stato Marco Polo”. Perché è il racconto che lo ha reso leggenda.
Siamo nel 1289 in una cella delle carceri di Genova. Ci sono Rustichello da Pisa, scrittore denigrato dalla famiglia e dalla critica del suo tempo, e un capitano di galea veneziano che, durante la notte in preda dalla febbre, parla nel sonno racconta di un viaggio in magnifiche terre sconosciute e lontane.
“La loro è la ricerca di una via dì uscita verso la libertà. È per questo motivo che Il Milione prende forma su fogli di fortuna – racconta Gerardi – ed è per questo motivo che lo spettacolo ha una luce portatrice di speranza. Profondo e leggero insieme, come credo ci sia bisogno in questo periodo storico”. Nata durante un’altra fase difficile, quella del Covid, l’idea è dello stesso Gerardi insieme a Giorgio Gobbi, che ha curato le musiche. Insieme hanno poi coinvolto il giovane drammaturgo Marco Gnaccolini e il regista Alberto Rizzi per un lavoro intenso e carico di suggestioni. Ne è uscito uno spettacolo (caratterizzato anche da un originale lavoro sul linguaggio, tra il franco-veneto e le intonazioni pisane) che ha già girato diversi palcoscenici e ora approda ‘a casa’, nella città di Pisa che da ragazzino ha visto Francesco Gerardi abbracciare la passione per il teatro per non abbandonarla più.
Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha concentrato negli anni le sue energie nel teatro di narrazione scrivendo e interpretando spettacoli di grande impatto come la pièce “M/T Moby Prince” sulla tragedia del 1991 (che ha contribuito all’iter che ha portato alla costituzione nel 2015 della prima commissione parlamentare d’inchiesta) e il lavoro di studio e ricerca da cui nel 2018 si è generato “La Ferita Nascosta”, spettacolo che ha debuttato nell’aula magna dell’Università di Pisa.
Non solo: da una decina di anni Gerardi conduce a Venezia il laboratorio teatrale “Larricciaspiccia”, con circa 80 iscritti tra bambini, ragazzi e adulti e oggi si è unito alla storica compagnia veneziana Pantakin sia come attore che come formatore e organizzatore di eventi. Tutto questo continuando a scavare e studiare alla ricerca di storie come quella che rappresenterà la sua prossima tappa: la missione italiana di salvataggio dei ‘Boat People’ del Vietnam. “Era il 1979, e il Presidente era Pertini. Ma è una storia che parla anche al mondo di oggi, dimostrando cosa noi sappiamo e possiamo fare”.
Chi è Francesco Gerardi
Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, nel 2001
debutta come attore professionista nello spettacolo Le Spade e le Ferite a fianco di
Massimo Foschi ed Eros Pagni per la regia di Ugo Gregoretti. Da quel momento
inizia a collaborare con importanti festival nazionali (Mittelfest, Festa del Dramma
Popolare a San Miniato, Festival di Teatro Medievale di Anagni, festival di Borgio
Verezzi), compagnie di giro, teatri stabili (Teatro due di Parma) ed enti lirici (Teatro
la Fenice di Venezia, Teatro Regio di Parma), recitando in numerose produzioni
teatrali dove ha modo di lavorare insieme a Paolo Bonacelli, Bob Marchese, Oreste
Lionello, Elisabetta Pozzi, Maria Paiato, Renato De Carmine e diretto, tra gli altri,
dai registi Peter Clough, Gigi Dall’Aglio, Franco Però, Maurizio Panici e Dario Fo.
Grazie a quest’ultimo ha modo di partecipare a eventi internazionali in Giappone,
Guatemala e negli Stati Uniti, organizzati dalle ambasciate italiane, dagli istituti di
cultura e, nel caso di New York, dall’ Actor Studio dove nel 2004 tiene anche un
seminario di improvvisazione e movimento scenico.
Nel 2009 si trasferisce definitivamente a Venezia su invito di Gigi Dall’Aglio, di cui
diventa assistente e collaboratore nei laboratori universitari che il Maestro tiene
all’Università Iuav. Insieme allo stesso Dall’Aglio progetta il festival Venice Open
Stage di cui è stato coordinatore dal 2013 al 2023. Sempre nel 2013 da vita a
Venezia al laboratorio teatrale Larricciaspiccia, che nel giro di 10 anni diventa uno
dei più apprezzati laboratori in laguna per bambini, ragazzi e adulti.
Appassionatosi fin dagli esordi al teatro di narrazione, col passare degli anni si
dedica sempre più assiduamente a questo genere occupandosi anche della ricerca
e della scrittura dei testi, soprattutto d’inchiesta, che porta personalmente in scena
in molti teatri e rassegne nazionali. La piece M/T Moby Prince sulla tragedia del
traghetto omonimo nel 1991 è stata rappresentata, tra gli altri, al Piccolo Teatro di
Milano, al Teatro Stabile di Torino, al Teatro Lirico di Cagliari, e ha contribuito all’iter
che ha portato alla costituzione nel 2015 della prima commissione parlamentare
d’inchiesta sulla vicenda.
Grazie anche a questo lavoro, nel 2016 entra in contatto con Gero Grassi, vice presidente della seconda commissione parlamentare sul caso Moro. Grazie anche alla sua consulenza avvia un percorso di studio e ricerca che porta alla nascita dello spettacolo La Ferita Nascosta con debutto nell’aula magna dell’Università di Pisa nel 2018. Lo stesso anno lo chiama nella sua compagnia Andrea Pennacchi per portare i suoi testi di narrazione, in particolare Eroi e Una feroce primavera, nelle scuole e in diverse rassegne del Veneto.
Dal 2020 collabora con Pantakin sia come attore che come formatore e
organizzatore di eventi.

















