La musica può diventare uno spazio in cui incontrarsi, sperimentare e soprattutto concedersi il tempo di ascoltare l’altro. È anche da questa idea che nasce l’esperienza che ha unito Interiorama al Popolo delle Meraviglie e che il 14 agosto porterà la band sul palco dell’Ecofestival A Piedi Nudi, a Santa Luce.
A raccontarla è Gianluca De Vito Franceschi, 54 anni, educatore e musicista, voce, chitarre, percussioni e autore dei testi degli Interiorama. La storia della band comincia in realtà molto prima: il progetto nasce in Costa Rica nel 2012, attraversa alcuni anni di pausa e riparte nel 2021 con una nuova formazione. Oggi, accanto a De Vito Franceschi, ci sono Michele Pineschi, alle tastiere, sintetizzatori, basso, chitarra e programmazione, e Gabriele Biondi, a tromba, flicorno, percussioni ed effetti.

Il Popolo delle Meraviglie prende invece forma nel 2023 al Teatro Marchionneschi di Guardistallo, attraverso una residenza artistica che coinvolge undici ragazzi con disabilità e nasce dalla collaborazione con Haccade, associazione che da anni lavora in questo ambito. Al progetto partecipano Antonio Aiazzi dei Litfiba, che gestisce il teatro, il produttore Flavio Ferri dei Delta V, Gabriele Biondi, ideatore del laboratorio di musica creativa, Matteo Marchetti, educatore e tutor che insieme ad Haccade ha proposto la residenza, la presidente dell’associazione Giulia Boniardi e lo stesso De Vito Franceschi in veste di tutor.

Da quell’esperienza sono nati due brani, tra cui l’originale “La Cumbia de Guardistallo”, pubblicato nel 2025 e successivamente inserito in Selva, album degli Interiorama. Ma soprattutto è rimasto un modo di intendere la creazione musicale lontano dalla fretta. «Un’esperienza di questo tipo permette di mettere in comunicazione linguaggi diversi e di rispettare i tempi di ognuno», racconta De Vito Franceschi. Una dimensione quasi in controtendenza rispetto alla velocità contemporanea, nella quale la musica diventa uno spazio aperto di condivisione, «al di là della disabilità e del pietismo», costruito sulla sperimentazione e sulla volontà di ascoltare davvero l’altro.
La residenza artistica è diventata anche un cortometraggio di circa venti minuti diretto da Sabrina Basilico, ulteriore testimonianza del percorso condiviso a Guardistallo. Un’esperienza conclusa nella sua forma originaria, ma non necessariamente irripetibile: il progetto, spiega De Vito Franceschi, può tornare a prendere vita qualora ci siano le condizioni, il tempo e le risorse necessarie.
Una scelta precisa accompagna anche il modo in cui gli Interiorama hanno deciso di diffondere la propria musica. La band ha infatti abbandonato Spotify, una decisione maturata anche alla luce del conflitto in Palestina e della volontà di non contribuire, attraverso la propria musica, a un sistema economico che ritengono legato al finanziamento delle tecnologie applicate all’industria bellica. Allo stesso modo, il gruppo ha scelto di uscire dai social network, rifiutando una comunicazione sempre più condizionata dagli algoritmi e privilegiando un rapporto più diretto e spontaneo con chi li ascolta. La loro musica resta disponibile gratuitamente su Bandcamp, oggi il principale canale attraverso cui è possibile seguire e ascoltare il progetto.
Intanto gli Interiorama continuano il proprio percorso. Il 14 agosto a Santa Luce, in apertura del concerto di España Circo Este, proporranno un set più breve e concentrato sui brani maggiormente rappresentativi della band, in apertura a un gruppo di rilievo: un appuntamento che De Vito Franceschi descrive come un miscuglio di emozione e curiosità, anche per la possibilità di incontrare e conoscere gli artisti con cui condivideranno il palco.
E lo sguardo è già rivolto al futuro: sono previste due versioni del nuovo singolo “La Manita de la Cumbia”, una radio edit e un remix dub firmato da Gabriele Biondi con il suo progetto parallelo Ratlock,prodotti entrambi da Geppi Cuscito dei Casino Royale, che anticiperanno il prossimo disco degli Interiorama.

















