barbara santucciL’inizio? Un quadernino blu. Anzi, no. L’inizio è stato il primissimo passo lungo il sorprendente Cammino dei Briganti, sospeso tra Lazio e Abruzzo. Medicina per l’anima e per lo spirito. Per Barbara Santucci e suo marito Simone quel percorso, 100 km ad anello ‘vissuti’ in tenda, è stato proprio questo: l’esperienza dalla quale tornare nuovi, rigenerati, pronti alla vita.

Barbara Santucci è nata e vive a Donoratico. E’ un’insegnante di canto e una cantante professionista. “Sono fortunata, perché sono riuscita a fare della mia passione un lavoro”. Ma c’è un’altra passione emersa con il tempo, in punta di piedi e con pudore: quella per la scrittura. Quei passi, sulle orme dei Briganti che 150 anni fa facevano la spola al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, adesso sono diventati una guida. La guida che non c’era. Fatta di racconti, emozioni e info utili. Una guida che per arrivare in libreria ha bisogno di una ‘chiamata a raccolta’.

barbara santucciLa formula è quella del crowdfunding, sulla piattaforma Book a Book.

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Un clic che permette di centrare il bersaglio: 200 copie (carta o e-book è indifferente) in pre-ordine. Quota minima affinché il sogno di Barbara possa realizzarsi. Affinché “In tenda sul Cammino dei Briganti” possa passare dal virtuale al reale.

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attenzione! lA CAMPAGNA chiude il 15 febbraio

Ma torniamo al quadernino blu. “Sono una grande sportiva, ho praticato per anni arti marziali, fino ad arrivare in nazionale di taekwondo. Poi mi sono dedicata all’arrampicata sportiva e qui la scrittura ha preso spazio, la usavo per documentare quello che vedevo. Da lì in poi sono arrivati anche gli articoli a scopo divulgativo per varie riviste, le recensioni… Non ho più smesso”. È in questa fase che irrompe la pandemia, stop forzato che ha paradossalmente riaperto tante porte socchiuse: sogni in stand by, bisogni, scelte.

Barbara Santucci“Il Cammino dei briganti mi è apparso sui social all’improvviso. Post covid ero alla ricerca di un’attività importante. Mio marito ed io, durante il lockdown, avevamo lavorato tanto per mantenerci concentrati, positivi, motivati. Riacquistata la libertà, già nei primi giorni di zona gialla, abbiamo ripreso l’arrampicata. Ma ci sentivamo vuoti dentro, qualcosa si era crepato, logorato.

Il 3 settembre siamo partiti. Muniti della guida ufficiale e dopo esserci documentati su più fronti. Abbiamo deciso di percorrere il cammino dormendo in tenda, cercando di essere autonomi dal punto di vista dell’alimentazione. Un percorso aspro e crudo. Cinque giorni,100 km durante i quali ho documentato ogni tappa nel mio diario di viaggio. Un quaderno blu nel quale ho annotato sensazioni, incontri e riflessioni. Siamo tornati a casa completamente diversi, ottimisti nei confronti della vita e delle persone. E mi sono messa al pc, per rivivere tutto”.

La guida di Barbara Santucci è un’esperienza intima con tante informazioni utili per chi vuole compiere lo stesso viaggio. Dai punti migliori dove accamparsi, alle accortezze da tenere fino ai servizi a disposizione dei camminatori. “Il mio libro celebra un ritorno all’essenziale, alla lentezza e a ciò che realmente è importante per la nostra serenità. Ma dietro ha anche un altro obiettivo: il Cammino dei briganti attraversa frazioni di 5 abitanti, paesini che rischiano di spopolarsi totalmente. Far conoscere di più il cammino vuol dire anche provare a salvare questi piccoli e preziosi gioielli che hanno fatto la nostra storia”.