Abbinare la cacio e pepe al kombucha, una bevanda fermentata. O l’amatriciana a una tisana. Persino il bollito misto e il tè. Sembra quasi blasfemia. Ci pensa Gabriele Bianchi a rompere il tabù nel suo libro appena uscito “Cacio pepe e kombucha” (ed. Il Forchettiere).

gabriele bianchi Gabriele, cecinese, cresciuto a Marina di Bibbona nel campeggio dei genitori, ha frequentato l’istituto alberghiero di Rosignano, oggi non ha neanche 30 anni e ne ha già inventate di tutti i colori e quella di un libro sull’abbinamento tra i mostri sacri della cucina e bevande come tè, tisane e kombucha, è solo l’ultima.

“Da qualche tempo – spiega il sommelier diventato ormai un influencer del settore – il fenomeno del pairing non ha più solo il vino come unico interlocutore presso chef e sommelier: prima le alternative per accompagnare il pasto erano le bollicine, poi sono arrivate le birre artigianali e i cocktail. Con questo volume, abbiamo voluto attraversare l’ultima frontiera: tè, tisane e kombucha sono bevande accomunate da origini antichissime ma profondamente diverse per ingredienti e preparazione, fino a pochi anni fa relegate al rito del tè delle cinque o all’uso come antistress. Ancora oggi nessuno verserebbe il tè in un calice di cristallo anziché in una tazza di porcellana: da qui la scelta di selezionare dieci piatti della cucina italiana e proporli in abbinamenti fuori dagli schemi”.

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gabriele bianchi Con le illustrazioni di Alfredo del Bene che ha reinterpretato in chiave visuale i piatti tradizionali nostrani, “Cacio pepe e kombucha” non è solo un ricettario, anzi, né un mero divertissement a cavallo tra il piatto e il bicchiere. Alla parte della creazione della ricetta e alla storia del piatto in sé, tra sfiziosi aneddoti e curiosità, fa da contraltare lo spazio dedicato alle origini e alle caratteristiche delle tre bevande – tè, tisane e kombucha, appunto – così come un approfondimento sulle principali erbe citate all’interno del libro e alcuni suggerimenti per eseguire la tisana perfetta evitando gli errori più comuni.

gabriele bianchi “Il modo più comodo di avvicinare tè, tisane e kombucha con il fine dining – conferma l’editore, Marco Gemelli – è quello di lasciar lavorare in parallelo la sala (che deve proporre agli ospiti un abbinamento alternativo) e la cucina (che deve pensare a un piatto adeguato a reggere l’impatto con una delle tre bevande). Ma dal momento che il volume vuole introdurre una nuova consapevolezza e sdoganare la possibilità di cimentarsi col pairing anche tra le mura di casa, era necessario muoversi su un terreno che fosse il più possibile familiare a chi sta leggendo. Da qui la scelta attingere a piene mani dalle cucine regionali della penisola, tra antipasti, primi e secondi piatti, o dessert”.

Nominato miglior cameriere d’Italia under 30 per Emergente Sala, Gabriele Bianchi è diventato un volto televisivo, da due anni a questa parte ha sviluppato un suo progetto, Rivoluzione Sala, con cui collabora con gli Istituti Alberghieri di tutta Italia e insegna ai ragazzi, ha una rubrica su Radio Rtl 102.5 “Pillole di sala” e ha creato perfino una sua linea di abbigliamento di sala. Ma le idee per nuove collaborazioni e progetti non gli mancano: vi terremo aggiornati!