Mobili, pezzi di arredamento, sgabelli (tantissimi) e lampade. Tutti realizzati in ferro e legno, in stile industriale. Pezzi unici, originali, creati su misura utilizzando ricambi delle auto, vecchie barre in ferro. “Entrare in disfattura per me è come trovarmi in un parco giochi”. Gianni Bottoni ha creato Iron Wood, un marchio che da un capannone a Rosignano Solvay esporta fino in America e realizza arredamenti per locali e cantine in tutta Italia. Ma tutto è cominciato da un garage, tanto tempo libero e una vita tutta da reinventare.

artigianato di riciclo dall’anima industrial

iron woodIl primo Iron Wood è stato uno sgabello. Creato nel garage sotto casa dei suoi, nelle lunghe giornate del lockdown. Poi, complici gli amici che lo incoraggiato e Instagram, Gianni ha capito che le sue creazioni potevano diventare un lavoro. E da fabbro “classico”, si è specializzato nell’arredamento. “Il fabbro è stato il mio primo lavoro, iniziato nel ’99 quando sono uscito dalle superiori e non ero diplomato. Ho lavorato come dipendente per varie ditte, ho imparato il “mestiere”.

Pubblicità

iron woodPoi ha smesso di fare ringhiere e cancelli per diventare bagnino. “Lo facevo da marzo a ottobre, avevo un buon contratto, e durante l’inverno mi divertivo a fare qualche lavoretto con il ferro, mi andava bene così”. Come capita spesso, le imprese migliori nascono da una crisi. “Nel 2020 in piena pandemia mi sono separato, sono dovuto tornare a casa dei miei, proprio sopra il garage che era il mio laboratorio. Nel frattempo ho perso il lavoro da bagnino, e anche la possibilità di prendere in gestione quello stabilimento è sfumata. Le giornate nel lockdown erano infinite e io me ne stavo in garage. Non era possibile ordinare il ferro, così lavoravo quello che avevo, avanzi di altri lavori“. Artigianato di riciclo dall’anima industrial.

iron woodTutto è nato per gioco. Da un pezzo di legno bruciato e qualche avanzo di ferro. Gli amici lo convincono che quelle cose possono essere apprezzate, avere un valore. “Mi sono fatto convincere. E ora sto arredando case, ho due importanti lavori per locali a Venezia e Brescia. Lo stile industriale, soprattutto nel Nord Italia, è apprezzato e ricercato”. Da quel primo sgabello ne sono nati molti altri, tutti diversi e pezzi unici. Con molle, sospensioni, pulegge. Dieci di questi, con seduta in ecopelle, sono sbarcati perfino negli Stati Uniti. I suoi portabottiglie da parete andranno a tappezzare le pareti di una cantina, un ordine da 400 pezzi. Poi ci sono i progetti fatti su misura. “Il cliente mi dice cosa desidera, io prendo le misure e con l’aiuto di un grafico butto giù un disegno fatto a mano. Sulla base della mia idea aggiustiamo il tiro e poi inizio a molare e saldare”. Crea e ne viene fuori magari un mobile tv, come quello realizzato di recente, “uno di quelli che mi ha divertito di più”.

iron woodLa sua officina da un anno a questa parte non è più nel garage. Ha preso un capannone nella zona artigianale, proprio a fianco dello “sfasciacarrozze” dove trova la materia prima per le sue creazioni, quei pezzi di recupero a cui regala nuova vita. Gli ordini arrivano da tutte le parti, “lavoro anche la domenica mattina. E no, non avrei mai pensato due anni fa, quando dovevo reinventarmi completamente, di prendere in affitto un grande capannone e di spedire i miei sgabelli in America”. E invece, eccolo qui: Iron Wood. Il primo sgabello però non è in vendita, “quello è a casa mia, tutto è partito da lì”.

iron wood