sinagoga viareggio nessiahTorna ad aprire le sue porte, dopo 8 anni di chiusura, la Sinagoga di vicolo Oleandri a Viareggio. E l’inaugurazione sarà una festa da vivere insieme alla città: la cerimonia avrà luogo domenica 21 dicembre, alle 16, e sarà seguita alle 17 dall’accensione del settimo lume della Festa di Hanukkah.

I lavori di recupero e restauro sono stati resi necessari dalle infiltrazioni (che minacciavano anche l’armadio contenente i rotoli della legge) e sono stati condotti dalla Comunità Ebraica di Pisa, Lucca e Viareggio – presieduta da Andrea Gottfried – e seguiti da Paolo Molco, consigliere e delegato per la sezione di Viareggio.

Il cantiere ha coinvolto tetto, facciata, interni e infissi e ha compreso la completa messa norma dell’edificio per un importo complessivo di circa 50mila euro.

sinagoga viareggio nessiahI lavori sono stati possibili grazie al sostegno del Comune di Viareggio e della Fondazione Banca del Monte di Lucca, con un contributo anche del Principe Emanuele di Savoia.

La cerimonia di inaugurazione – aperta alla cittadinanza – rientra nell’appuntamento di chiusura del Festival Nessiah-Viaggio nell’immaginario culturale ebraico: domenica 21, alle 18.30, al Palazzo delle Muse, sarà poi la musica a salutare l’edizione 2025 della rassegna. Ospiti Enrico Fink (voce e flauto), una delle voci principali del mondo ebraico italiano, e I Solisti dell’OMA, l’Orchestra Multietnica di Arezzo che da anni racconta l’Italia delle mille culture, delle minoranze e delle differenze.

sinagoga viareggio nessiahIl concerto Qechì Kinnòr sarà ad ingresso gratuito con prenotazione sulla piattaforma eventbright.

Il nucleo ebraico di Viareggio: info storiche

A cura di Silvia Angelini

La presenza ebraica a Viareggio affianca il progressivo sviluppo del turismo balneare che si verifica lungo la costa versiliese tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento e che farà di Viareggio, “la perla del Tirreno” e della Versilia il novello “Eden”.

sinagoga viareggio nessiahTra i primi arrivi si segnala quello di Amodio Sadun, commerciante in tessuti, originario di Pitigliano. Tra i suoi figli, Urbino sarà uno dei primi consiglieri comunali eletti per il partito socialista nel 1902, Odoardo realizzerà nel 1885 il carro carnevalesco “Il trionfo della bicicletta” e Icilio, musicista, sarà autore anche di melodie carnevalesche tra le quali, nel 1921, la musica della prima canzone ufficiale del carnevale di Viareggio ancor oggi considerata l’inno ufficiale: “Il Carnevale a Viareggio”, nota come “Su la coppa di champagne”.

Le famiglie ebraiche che si insediarono in città erano in maggioranza di ascendenza livornese e mantennero legami con la comunità di origine. Pur rappresentando una modesta presenza, gli ebrei viareggini seppero intessere relazioni importanti con il tessuto cittadino inserendosi in associazioni di volontariato laico come la Croce Verde, in cui fu attivo promotore Ruggero Pacifici. Nel contempo le famiglie conservarono una forte identità: il lessico familiare era intriso di espressioni e vocaboli di “bagitto” livornese, così come fondamentalmente giudaico-livornese era la cucina.

sinagoga viareggio nessiahIn base ad una legge del 1930 che strutturava le comunità israelitiche, gli ebrei della provincia di Lucca entrarono a far parte della Comunità israelitica di Pisa e furono costituite due sezioni: quella di Lucca e quella di Viareggio. Angelo Ferro, nel 1932, fu il primo delegato della Sezione viareggina che era la più numerosa e organizzata, tanto che in breve fu istituito, al primo piano di un edifico preso in affitto in via Fratti, un oratorio, “il Tempio” di Viareggio e molti arredi sacri furono dono della munificenza di famiglie livornesi. Connessa all’esistenza del “Tempio” fu l’attività del doposcuola per i bambini, dove si apprendevano le basi dell’ebraismo e dell’ebraico. Nel 1936 poi, su richiesta ebraica, il Comune di Viareggio concesse una porzione del cimitero comunale da adibirsi a cimitero israelitico.

Negli anni precedenti all’emanazione delle leggi razziali il nucleo si consolidò raggiungendo il numero di circa 250 iscritti alla comunità israelitica. L’occupazione prevalente era il commercio, specie quello ambulante. Durante l’anno, ma specialmente nella stagione balneare, a questa presenza stabile si aggiungeva quella delle famiglie ebraiche provenienti in Versilia anche dall’estero. Vi risiedettero la famiglia Ginzburg e lo stesso Leone, personalità del mondo culturale come il musicista Alberto Franchetti e il pittore Moses Levy: un crogiuolo culturale ricco di fermenti che doveva spegnersi con la promulgazione delle leggi razziali.

sinagoga viareggio nessiahI duri effetti delle leggi razziali del 1938 colpirono anche gli ebrei di Viareggio, portando crisi nelle economie familiari, limitazioni di diritti, isolamento e ostilità ampiamente veicolata dalla propaganda antisemita del regime fascista. La piccola comunità, pur provata, non si piegò e conferma della sua resilienza è il funzionamento dal gennaio 1940 fino al giugno ‘43 della sezione speciale di scuola elementare statale per bambini ebrei che la comunità promosse e protesse. La pluriclasse fu ospitata presso l’abitazione del custode del “Tempio” Augusto Cassuto, nel salotto del piccolo appartamento a pianoterra dell’edificio, in cui al primo piano si trovava la sala dell’oratorio. L’ incarico dell’insegnamento fu assegnato alla maestra ebrea pisana Gabriella De Cori, già espulsa dalla scuola nel 1938, che purtroppo fu poi deportata e uccisa ad Auschwitz.

Gli ebrei viareggini e quelli presenti come sfollati, per scampare agli arresti, si dispersero nel territorio provinciale ed anche altrove, fino in Svizzera. Tra i deportati per motivi razziali si trovano anche ebrei che hanno trascorso parte della loro vita a Viareggio: Loris Pacifici, padre di Luciana Pacifici di 8 mesi, la più piccola deportata della provincia, Sergio Oreste Molco, Jeannette Levi. Il rientro a Viareggio nel settembre 1944, dopo la liberazione della città semidistrutta, fu faticoso e irto di difficoltà per tutti gli abitanti e gli ebrei dettero il loro contributo alla rinascita civile ed economica cittadina.

All’inizio degli anni Cinquanta, poiché il vecchio “Tempio” di via Fratti non era più disponibile, la signora Isola Cassuto Procaccia fece costruire a sue spese, dietro l’ospedale civico, nell’attuale via degli Oleandri, un nuovo oratorio ebraico che fu solennemente inaugurato nell’estate 1954.

Nei nuovi locali furono trasportati gli arredi del precedente, integrati con nuove donazioni.