Ultimi due giorni (la mostra sarà aperta fino al 10 Agosto) per visitare la personale del Maestro Stefano Bianchi, al Palazzo Pretorio di Campiglia Marittima.

La mostra si intitola “Tracce del passato”, un titolo che è già una dichiarazione poetica: tracce come impronte, come memorie che riaffiorano, come segni che il tempo ha lasciato sulla pelle antica della Toscana e che l’artista ha saputo cogliere, interpretare e trasformare in colori e immagini visionarie.

Stefano Bianchi, allievo del Maestro Stenio Petroni, si diploma alla Libera Accademia di Belle Arti Trossi-Uberti di Livorno ed è una delle eccellenze artistiche della nostra zona.
I suoi soggetti sono paesaggi, nature morte, fiori, che diventano luoghi dell’anima, frammenti di memoria, tracce del passato.

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I noti campi di presse, le distese di papaveri, i cipressi e i girasoli, oppure la natura che nasconde e protegge pietre antiche, sono simboli di un passato che resiste, che si fa colore.
In questa mostra Bianchi ci invita a guardare oltre l’apparenza: a cogliere il senso profondo di ciò che resta.

Le sue opere non raccontano il presente, ma lo trasfigurano e nei suoi paesaggi anche un rudere diventa un monumento alla Storia che si fa memoria. La luce non descrive, ma svela; gli alberi diventano diafani, le ombre si fanno trasparenti, ma allo stesso tempo le pennellate di colore sono potenti, luminose, corpose e ci raccontano l’indicibile, il nascosto.
La critica lo definisce “un artista completo”, capace di far vibrare ogni emozione che lo ispira.

Il prof. Hans Schmidt lo descrive come un pittore che osserva la natura “con gli occhi di un bambino” e il critico F. Minervai sottolinea come Bianchi riesca a far emergere una dimensione lirica anche dai soggetti più semplici.
Andrea Baldocchi evidenzia la sua “immaginazione cristallina” che vuole “estrarre un sole dal cuore”, ricordando Baudelaire.

“Tracce del passato”, quindi, non è solo il titolo di una mostra: è un invito a riscoprire, a ricordare, a guardare oltre il paesaggio: è un viaggio nella Toscana che tutti pensiamo di conoscere, ma che pochi riescono a descrivere con tanta sensibilità e vitalità nei suoi angoli più nascosti.