Trent’anni di storie, trent’anni di formazione. Artimbanco è teatro “per tutti”: popolare, permanente e inclusivo. E il Festival Dolce Vita, in corso a Vada, è il regalo che celebra il percorso guardando dritto al futuro.
Era l’autunno del 1995. Artimbanco scuola di teatro apre le sue porte ai primi allievi, che nel tempo sono diventati tantissimi: “Hanno dai 5 a 90 anni – racconta Serena Bertini, responsabile della parte organizzativa, ‘anima’ dell’associazione assieme al direttore artistico Marco Leone e al presidente Carlo Rotelli – per loro Artimbanco propone corsi, laboratori, workshop, seminari, lezioni di teatro e recitazione per bambini, adolescenti e adulti di ogni età”. Si parte con il corso dei piccolissimi, dai 5 fino ali 11 anni. Poi c’è corso per i ragazzi delle scuole medie, e il corso
base per gli adulti (propedeutico, 1° anno) in cui si impara a stare in scena, facendo principalmente un lavoro su di sé. È con il corso avanzato (2° anno) che scatta il confronto con il pubblico.
Proprio come sta accadendo con il Cyrano de Bergerac, attualmente in preparazione: tutti i mercoledì, dalle 18 alle 21, all’Ordigno ci sono le prove aperte, che permettono di ‘vivere’ il work in progress”. Respirando il teatro ‘da dentro’, in tutte le sue forme.
Per iscrizioni e informazioni: 347 8857743
Senza sosta è il lavoro con le scuole del territorio. Gli insegnanti Artimbanco sono professionisti nell’arte del teatro, esperti in pedagogia teatrale, operatori culturali, trainer, registi, attori, drammaturghi, educatori. La vocazione di Artimbanco è quella all’accoglienza: “Lavoriamo con la materna Regina Pacis e con dieci classi della primaria di Solvay. Il teatro ha tanti strumenti di espressione: la voce, il corpo, il movimento. Ognuno può trovare il proprio”. All’interno dei laboratori gli operatori utilizzano le tecniche di improvvisazione, focalizzandosi sul lavoro qui e ora, sulla presenza, sulla possibilità di imparare ad agire e reagire in circostanze date, mutevoli e mai permanenti. Numerose anche le collaborazioni con le associazioni dell’area di Vada e non solo, con progetti legati anche al mondo della disabilità.
Altro ‘ramo’ dell’attività è il teatro d’impresa, lanciato recentemente: il teatro a servizio delle aziende. “Il teatro è di per sé uno spazio di comunicazione, può essere usato per fare team building, inserire tecniche di lavoro di gruppo, risolvere conflitti, migliorare il Public Speaking…”. Obiettivo: facilitare il cambiamento nelle organizzazioni. “Ma un’impresa può anche decidere di raccontare la storia e la mission dell’Azienda attraverso uno spettacolo o una conferenza-spettacolo fino a proporre uno spettacolo messo in scena e interpretato dai dipendenti”.
Tutto questo mentre prosegue il Festival Dolce Vita teatro, nella sua formula innovativa: portare il teatro dove di solito non c’è. Negli spazi intimi, nelle case, sulle terrazze, nei giardini.
Leggi tutto il programma qui: https://www.dolcevitateatro.art/
“C’è una bella emozione attorno a questo festival, per noi e per il pubblico che entra nelle case. Una sensazione di antico che ritorna, la consapevolezza che siamo circondati da storie che possono essere raccontate ovunque”.
Prossimo spettacolo
Sabato 2 maggio sulla terrazza di Simona “A veglia con parole e canti di tradizione toscana” di e con Alessandro Giobbi.

E PER I 30 ANNI ….
Domenica 3 maggio alle ore 19 il festival farà tappa nella casa ancora da inaugurare di Caterina e Raimondo con “Copenaghen”, celebre opera del drammaturgo britannico Michael Frayn.
Lo spettacolo firmato Artimbanco, interpretato da Angela Gherardi, Carlo Rotelli e Marco Leone, racconta uno dei più grandi misteri del Novecento: l’incontro segreto avvenuto nel 1941, nella Danimarca occupata dai nazisti, tra i fisici Niels Bohr e Werner Heisenberg, due tra i fondatori della fisica quantistica. Un confronto che ancora oggi solleva interrogativi profondi: cosa si dissero davvero i due scienziati? A che punto era il progetto tedesco per la bomba atomica? Quale fu il peso delle loro scelte personali e scientifiche in uno dei momenti più delicati della storia dell’umanità? Lo spettacolo affronta temi come etica della scienza, responsabilità individuale, amicizia e guerra, offrendo al pubblico un’esperienza intensa in un contesto intimo e non convenzionale.
Biglietto 5 euro.
Prenotazione obbligatoria – posti limitati: +39 347 885 7743
















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