Freschezza e gusto, tanto gusto. Due ingredienti – ben combinati insieme – che in questa torrida estate rappresentano una garanzia. La garanzia di stare bene. Sedendosi a uno dei tavoli nella veranda di Melì Melò a Castiglioncello, la cena scorre in leggerezza. E non è poco. Te ne accorgi sorseggiando il caffè, dopo aver viaggiato tra i piatti presenti nel menù. Pizze, pesce e sfiziosità.

A cena da Melì Melò a CastiglioncelloMassimiliano Pani in cucina ci sa fare. Da 15 anni (torta e candeline ‘prenotate’ per il prossimo febbraio) il suo locale, in zona Portovecchio, ha fatto dell’accoglienza semplice e genuina un punto di forza. La sua storia (piemontese, da sempre nel mondo della ristorazione) ve l’abbiamo già raccontata, adesso è il turno della prova sul campo. Noi eravamo due e tutti e due siamo arrivati a fine cena più che soddisfatti.

A cena da Melì Melò a CastiglioncelloPartenza: l’antipasto. Tartare di tonno con crumble di taralli e salsa allo yogurt. Fresca, estiva, goduriosa, croccante. E anche il polpo piastrato su crema di patate al basilico, polvere di guanciale e maionese di pomodoro è veramente buona. Tutto bello anche all’occhio, oltre che al palato. Se avessi voluto scegliere altro, nel menù (oltre al ‘classico’ tagliere di salumi e formaggi di selezione per chi ama i piatti di terra) avrei potuto ordinare la zuppetta di cozze e vongole. E vedendola arrivare al tavolo accanto mi è rimasta la voglia (quando tornerò da Melì Melò la prenderò sicuramente!).

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A cena da Melì Melò a CastiglioncelloPer il secondo ci dividiamo i compiti: io sperimento la cucina di mare, il mio accompagnatore una delle tante pizze gourmet. La tagliata di tonno in crosta di semi misti e crema di carote è deliziosa. Ma attenzione: al solito tavolo accanto, adocchio il cacciucco senza lische e il gran fritto misto di mare e verdure. E la voglia di tornare cresce.

 

A cena da Melì Melò a CastiglioncelloL’elenco delle pizze gourmet è invitante. Pure troppo: difficilissimo scegliere! Il ‘provato per voi’ si concentra sulla pizza “Oro verde”: pomodoro del piennolo del Vesuvio Dop (“fantastico” il commento del mio accompagnatore), burrata, melanzane fritte, pesto di pistacchio, basilico. La digeribilità è il tocco in più. Si sente: la lievitazione – ce lo aveva confermato proprio Massimiliano – dura 36 ore. E poi: poco lievito e una miscela di farine del mulino. La pizza è davvero leggera, nonostante la ricchezza degli ingredienti. Evidentemente, come sempre, a fare la differenza è la qualità. Non si scappa.

Da provare (quando ritornerò a cena da Melì Melò a Castiglioncello): la gettonatissima “Myrtatum” con mortadella di Bologna Dop, pesto di pistacchio, burrata e basilico, la “Nduja, burrata e cipolle” e, perché no, i “Pupparuoli” con pomodoro pelato (poco), ricotta fresca, friggitelli, guanciale, prezzemolo. E che dire della pizza “Lonzino” con mozzarella di bufala dop mista a fiordilatte, olive taggiasche, capocollo, confettura di fichi, ricotta stagionata grattugiata e basilico.

A cena da Melì Melò a CastiglioncelloPer placare la sete un altro marchio amico di Badalì in tavola abbiamo il birrificio Luppolo di Mare. Noi abbiamo scelto la “Forza nove” dal colore dorato intenso.

Ristorante Melì Melò 
via Aurelia 570, Castiglioncello
Telefono 0586 752269