Giovedì 20 agosto, prende il via a Vada la sesta edizione del Vada Photo Festival, in programma fino a domenica 23 agosto. L’appuntamento di apertura segna anche l’avvio di un percorso espositivo destinato a proseguire ben oltre le giornate del festival: le sei mostre allestite nei diversi spazi di Vada saranno infatti visitabili fino al 20 settembre, trasformando il paese in un vero e proprio itinerario diffuso dedicato alla fotografia contemporanea.
Il festival, che negli anni si è affermato tra gli appuntamenti culturali dedicati alla fotografia
contemporanea, propone per il 2026 il tema “La nostalgia – L’estetica del ritorno”, una riflessione sul rapporto tra memoria, identità e futuro. La nostalgia viene così riletta non soltanto come rimpianto per ciò che è stato, ma come una forza capace di custodire esperienze, creare relazioni e aprire nuove possibilità attraverso il linguaggio fotografico.
Sei mostre, sei sguardi e altrettanti modi di interpretare il tema della nostalgia, dislocati in alcuni dei luoghi più significativi di Vada e del territorio. In piazza Garibaldi, sarà protagonista Leaving and Waving di Deanna Dikeman. La fotografa americana ha documentato per oltre trent’anni gli ultimi saluti davanti alla casa dei genitori, trasformando un gesto semplice e quotidiano in una toccante riflessione sul tempo, sugli affetti e sull’inevitabile trasformazione della vita.
Sempre in piazza Garibaldi, spazio espositivo lato Rosignano, sarà allestita Torneranno le lucciole? di Chiara Innocenti, un progetto dedicato alla dispersione della memoria collettiva e all’importanza della trasmissione intergenerazionale del sapere. Attraverso le sue immagini, l’autrice restituisce agli anziani il ruolo di custodi di un patrimonio immateriale fatto di racconti, conoscenze ed esperienze.
Alla Biblioteca Le Creste troverà spazio la selezione delle opere del Premio Umane Tracce, dedicato ai progetti che indagano le relazioni umane e le trasformazioni della società. Nel giardino all’angolo tra via di Marina e via Lungomare sarà invece protagonista il collettivo Photoholic, con “Into the Groove”, un viaggio fotografico, creativo, ironico e decisamente colorato dedicato agli anni 80.
Il Giardino della Torre del Faro ospiterà Ritratti dal futuro del collettivo Terraproject realizzato con gli alunni della scuola Novaro mentre in piazza Garibaldi a Vada sarà allestito anche Archeologi da Ri’òvero di Antonella Monzoni, progetto che mette in relazione fotografia, archeologia, memoria e comunità.
Tutte e sei le mostre saranno visitabili fino al 20 settembre, offrendo al pubblico un mese intero per scoprire i diversi progetti e attraversare il percorso fotografico costruito negli spazi del paese.
La prima giornata del festival, giovedì 20 agosto, entrerà nel vivo anche attraverso gli
incontri con gli autori e i protagonisti della manifestazione. Tra gli appuntamenti inaugurali, alle 19 in piazza Garibaldi, Antonella Monzoni presenterà Archeologi da Ri’òvero, progetto nato dalla collaborazione tra il Museo Civico Archeologico di Rosignano Marittimo e la RSA Bastia Passaponti di Livorno durante gli scavi archeologici di Vada. Un’esperienza che dimostra come l’archeologia possa diventare uno spazio di incontro e condivisione tra generazioni, capace di valorizzare e mettere in dialogo memoria individuale e memoria collettiva. Alla presentazione interverrà anche la direttrice del Museo, Carolina Megale. Introduce e coordina la giornalista Anna Cecchini.
Il Vada Photo Festival è organizzato dalla Pro Loco di Vada, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Rosignano Marittimo, il patrocinio della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e il contributo dei main sponsor Conad e Solvay.

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