Walkman alla mano, cuffiette nelle orecchie, tuta colorata, pattini ai piedi e, se proprio ci scappa, un po’ un tocco di azzurro. Gli anni ’80 sono tornati. Ma tranquilli: non è nostalgia. È un viaggio fotografico, creativo, ironico e decisamente colorato.
Dal 20 agosto, al giardino all’angolo tra Via di Marina e Via Lungomare, il collettivo livornese Photoholic presenta “Into the Groove”, la sua prima grande mostra collettiva, nell’ambito del Vada Photo Festival. Sette fotografi, cinque capitoli e un decennio intero da prendere, shakerare e guardare con occhi nuovi. Perché gli anni ’80, in fondo, sono un po’ come una cassettina dimenticata in fondo a un cassetto: basta premere play e qualcosa ricomincia a suonare. Solo che qui non si tratta di tornare indietro nel tempo. Photoholic sceglie di giocare con l’immaginario degli anni ’80, per portarlo nel presente.
Il Walkman diventa così un oggetto da reinventare, il pixel incontra la pellicola, i Mondiali del 1982 si trasformano in una festa psichedelica, cassette e vinili tornano a reclamare la loro fisicità e un paio di cuffie arancioni può diventare addirittura un dispositivo per intercettare nuovi segnali. Insomma, gli anni ’80 ci sono. Ma non stanno fermi in posa.
Il viaggio comincia con “Future Memory”, progetto di Giuseppe Agliastro e Carolina Romani, che mette uno accanto all’altro due mondi apparentemente lontani: l’immagine analogica degli anni ’80, intensa, satura, patinata e quasi fisica, e il linguaggio digitale del pixel. Qui il pixel non è però soltanto digitale: viene ricreato attraverso una trama fisica e analogica che scompone e trasforma l’immagine. Il risultato è un gioco di contrasti: fotografie nitide e instabili, familiari e stranianti, come quando proviamo a ricordare qualcosa e più ci concentriamo, più il ricordo cambia forma. “Future Memory” non ricostruisce gli anni ’80: li guarda dal presente.
Poi arriva “Nostalgia Azzurra”, di Roberta Razzauti e Veronica Socci, e qui il volume si alza. Molto. Il punto di partenza sono i Mondiali del 1982, quelli del trionfo italiano, ma l’approccio è tutt’altro che da album delle figurine. Il progetto mescola la memoria collettiva di quel Mondiale con l’estetica dei “TV Shots” di Harry Gruyaert. E così il calcio cambia pelle: blu elettrico, rossi acidi, verdi accesi e colori completamente fuori scala trasformano le immagini in una specie di festa psichedelica. Il risultato non racconta soltanto una vittoria sportiva, ma un’intera generazione, il suo entusiasmo e quell’ottimismo che oggi guardiamo inevitabilmente da una certa distanza.
Se gli anni ’80 avessero una playlist, probabilmente partirebbe da “Anni ’80 tra cassette e dischi”, il progetto di Laura Bertolini e Luisa Bertolini. Perché in quegli anni la musica aveva un peso. Letteralmente. Aveva il peso di una cassetta infilata nel Walkman, di un vinile, di una copertina, di un giradischi. Aveva il gesto della bic infilata nella cassetta per riavvolgere il nastro, la puntina da appoggiare con attenzione e il jukebox davanti al quale scegliere quella canzone, proprio quella. Il progetto fa riaffiorare quell’universo fatto di jukebox, mangiadischi, cuffiette, Walkman, cassette e dischi. Oggetti che oggi possiamo trovare nei mercatini, nei negozi vintage, negli scantinati o in fondo a un armadio e che, nonostante tutto, continuano a parlare.
E poi ci sono le “Stranger Things” di Martina Corradi. Qui il gioco si fa ancora più curioso: gli anni ’80 e il presente si incontrano in un mondo capovolto. Quelle cuffie arancioni che un tempo erano uno status symbol da sfoggiare sui poster diventano oggi qualcosa di diverso: un mezzo per entrare in contatto, per ascoltare, per cercare una voce dall’altra parte. Il contatto fisico cambia, le generazioni cambiano, i modi di comunicare cambiano. Ma una cosa rimane: la necessità di ascoltare e di trovare qualcuno dall’altra parte. Forse è proprio questo il messaggio dell’immagine: in un mondo pieno di segnali, bisogna avere il coraggio di sintonizzarsi su quelli giusti. Anche quando sembrano strani.
IL COLLETTIVO
Photoholic nasce a Livorno dall’incontro di sette persone con percorsi fotografici diversi. Laura Bertolini, Luisa Bertolini, Martina Corradi, Roberta Razzauti, Carolina Romani, Veronica Socci e Giuseppe Agliastro condividono la voglia di confrontarsi, sperimentare e mettere in comune sguardi differenti. Il collettivo debutta nel marzo 2025 con “Donne al Centro”, progetto espositivo realizzato al Centro Donna di Livorno. Ora arriva “Into the Groove”, la loro prima grande mostra collettiva, che porta a Vada un progetto corale nato dall’incontro di linguaggi e sensibilità diverse.
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