Per il ventennale del festival Apritiborgo si apre la mostra “Sguardi” di Davide Dall’Osso, visitabile dal 15 luglio al 20 agosto nel centro storico di Campiglia Marittima. Il vernissage è in programma mercoledì 15 luglio alle 18:30 alla Pieve di San Giovanni.
Le sculture, così come gli spettacoli di teatro di strada e microteatro, invitano a scoprire, rileggere o immergerci in un eterno presente di persone appartenenti a un luogo, un luogo preciso, ma senza tempo e senza età pur nello svilupparsi nella storia e tracciando un cammino pieno di segni, in un rimando continuo tra ieri, oggi e domani.
La curatrice dell’evento Maria Vittoria Gozio Dall’Osso afferma che si tratta di una mostra che invita a interagire con Campiglia Marittima attraverso il piacere della scoperta. Le opere non occupano uno spazio espositivo tradizionale, ma si intrecciano con il borgo, apparendo tra i vicoli, sulle antiche mura, fra le siepi e le piante rampicanti, talvolta quasi nascoste, come se fossero sempre appartenute a quei luoghi.
Il visitatore è accompagnato in un percorso di incontri inattesi, dove ogni scultura può suscitare quella sorprendente sensazione di esserci sempre stata, come ritrovare un vecchio amico.
Le opere dialogano con l’architettura, la natura e la vita quotidiana, diventando parte integrante del paesaggio.
Sguardi è un invito a rallentare, a disconnettersi dall’artificiale e ricollegarsi con il qui adesso. L’arte, non ha il compito di aggiungere qualcosa a un luogo, ma di rivelare ciò che quel luogo custodisce da sempre.
Davide Dall’Osso, dopo aver sperimentato e misurato diverse forme d’arte, ha trovato nella scultura la sua primaria forma di espressione che lo ha portato a confrontarsi con realtà nazionali e internazionali, attraverso installazioni, mostre, collaborazioni ed esposizioni. Le sue installazioni vengono spesso realizzate con riferimenti a poesie o a drammaturgie teatrali, come se ogni installazione fosse un vero e proprio spettacolo teatrale con le sue coordinate e dinamiche.
Di grande rilevanza in questi tempi in bilico tra chi ritiene che il pianeta sia in pericolo e chi nega cambiamenti climatici e drammatiche conseguenze, il fatto che uno dei fattori più importanti per l’artista sia l’utilizzo dell’80% di polimeri di scarto e recupero industriale (policarbonato e plexiglas), per la realizzazione delle sue opere.
L’impegno verso l’ambiente, nel 2020 ha portato l’Atelier Dall’Osso a far parte dell’Atlante Italiano dell’Economia Circolare.
L’assessora alla cultura Silvia Benedettini dichiara che la mostra di Davide Dall’Osso non è solo un importante appuntamento culturale, ma un intervento che ripensa il rapporto tra arte, spazio pubblico e tessuto sociale. Le sue sculture diffuse nel borgo creeranno un dialogo con i monumenti e i paesaggi, realizzando un percorso emotivo che trasforma lo spazio pubblico in un museo a cielo aperto. Con questa mostra diffusa si vuole offrire ai cittadini e ai turisti l’opportunità di guardare e riscoprire questi luoghi da un punto di vista completamente nuovo.
La mostra è inserita negli appuntamenti culturali estivi di Campiglia Marittima ed in particolare collegata al festival Apritiborgo da cui è finanziata, ma si inserisce anche nel programma delle iniziative culturali di Artinsieme, progetto cofinanziato da Fondazione Livorno e realizzato dal Comune di Campiglia Marittima in collaborazione con il Teatro dell’Aglio, Seiventurinesese e Amacampigliamarittima.
Biografia di Davide Dall’Osso
Lo scultore si è misurato con diverse forme d’arte trovando nella scultura la sua primaria forma di espressione che lo ha portato a confrontarsi con realtà nazionali e internazionali, attraverso installazioni, mostre, collaborazioni ed esposizioni. Le sue installazioni vengono spesso realizzate con riferimenti a poesie o a drammaturgie teatrali, come se ogni installazione fosse un vero e proprio spettacolo teatrale con le sue coordinate e dinamiche.
Dal 1984 partecipa come mimo del Rossini Opera Festival in diverse opere liriche.
Nel 1986 prende parte al primo corso italiano C.I.L.O. (centro iniziativa locale per l’occupazione) e dopo un anno fonda con le altre corsiste la cooperativa che gestirà il centro per il Comune di Pesaro.
Nel 1992 viene selezionato come allievo attore alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano dove di diplomerà nel 1995. Durante il percorso scolastico lavora con i registi Carlos Martin, Thierry Salmon, Fabio Battistini e Silvio Soldini.
Nel 1994, durate l’ultimo anno di Paolo Grassi insieme ad alcuni studenti fonda l’Associazione A.I.D.A. con la quale realizzano per tre anni, assieme ai giovani detenuti, un corso di teatro all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano.
Dopo gli studi dal 1995 collabora con il regista colombiano Enrique Vargas per circa tre anni, dove si confronta anche con l’allestimento scenico come mezzo di espressione creativa. Nel 1997 viene selezionato con una Borsa di Studio per il “corso di perfezionamento per attori professionisti” tenuto da Luca Ronconi al Teatro Argentina di Roma. Dal 1997 al 2001 lavora con diversi registi come: Piero Maccarinelli, Enrique Vargas, Alfredo Arias, Mauro Avogadro, Valter Malosti, Nicolaj Karpov, e Luca Ronconi. È proprio negli spettacoli di Piero Maccarinelli ed Enrique Vargas, dove i registi creano sulla scena un’alchimia fra le differenti arti, che Davide Dall’Osso riconosce un’appartenenza che lo porterà in poco tempo, dall’arte attoriale a quella scultorea e che lo vedrà già nel 2002 selezionato assieme ad un gruppo di sei scultori marchigiani, con l’opera “Elogio alla
fuga”, che verrà esposta in Piazza Olivieri a Pesaro. Dal 2003 al 2007 lavora anche come scultore per allestimenti scenografici.
Nel 2007 Davide Dall’Osso incontra Maria Vittoria Gozio, che le si affianca nella direzione artistica e organizzazione mostre ed eventi, strategia marketing e social, progettazione delle creazioni di design dell’Atelier e comincia a curare molte delle mostre dell’artista, dando una vera e propria svolta al suo lavoro. Assieme a sua moglie Maria Vittoria, nel 2014 fondano Atelier Dall’Osso s.n.c. e si trasferiscono da Milano in provincia di Siena. Nel 2020 approdano nella cittadina di Castelfiorentino (FI) dove nel loro nuovo atelier dedicano un importante spazio alla didattica dedicata al green e all’economia circolare.
In ultimo, uno dei fattori più importanti per l’artista è l’utilizzo dell’80% di polimeri di scarto e recupero industriale (policarbonato e plexiglas), per la realizzazione delle sue opere.
L’impegno verso l’ambiente, nel 2020 ha portato l’Atelier Dall’Osso a far parte dell’Atlante Italiano dell’Economia Circolare.
Tra le principali mostre:
– “Tracce” mostra diffusa con 60 opere, a cura di Francesca Bogliolo e Galleria Galp, mostra
diffusa – Cernobbio (CO)
– “Overload”, overtourism & Overinformation installazione di 21 volti – Università
Bocconi – Milano
– “Community” mostra diffusa di Davide Dall’Osso a cura di Maria Vittoria Gozio.
80 sculture per la Città – Castelfiorentino (FI)
– “In un mondo perfetto” installazione a cura di Maria Vittoria Gozio e Elena Violetti,
Castello Maniace – Ortigia/Siracusa
– “78° Mostra Internazionale del Cinema a Venezia”, mostra collettiva delle opere
selezionate per il film fuori Concorso “American Night del regista Alessio della Valle –
Venezia
– “Biennale Art Light” mostra collettiva a cura di Vittorio Erlindo a Palazzo Ducale –
Mantova
– “Sanremo 2016”, collaborazione alla scenografia e mostra sculture nella hall del Teatro
Ariston di Sanremo per il Festival – Sanremo (IM)
– “Paralimpiadi di Sochi”, per lo spettacolo inaugurale vengono realizzati 650 “Ice floes”.
Con la direzione artistica della Compagnia Finzi Pasca di Lugano – Sochi, Russia
– “54° Biennale Venezia”. È tra gli artisti selezionati per la Regione Lombardia. Partecipa
alle esposizioni della Biennale di Venezia con le opere e la performance “Ventocontro” –
sedi di Milano, Viterbo e Torino
– “La giostra dell’Apocalisse”. Tra dissoluzione e rinascita. Un progetto che unisce teatro,
musica e arti visive. Mostra collettiva a cura di Lorella Giudici alla Rotonda della
Besana, – Milano

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