La presentazione della mostra “Inventario”, progetto di Marco Lanza e Marina Arienzale, a cura di Emma Colombi, si è svolta domenica 12 luglio 2026 alla ex Limonaia del Castello Pasquini di Castiglioncello.
“Inventario” nasce come una ricognizione del reale: un’indagine visiva e concettuale sugli oggetti, sulle memorie e sui luoghi. Attraverso la fotografia e la narrazione, gli autori costruiscono una sorta di archeologia del presente, portando alla luce il valore simbolico di oggetti comuni, spesso dimenticati, dispersi o considerati scarti.
Il progetto, che ha avuto il patrocinio del Comune di Rosignano Marittimo, si sviluppa a partire dall’osservazione di frammenti e reperti raccolti nei territori attraversati: oggetti quotidiani, tracce materiali, residui del consumo e del passaggio umano. Ricontestualizzati attraverso l’immagine, questi elementi diventano testimoni silenziosi di storie, trasformazioni e relazioni tra uomo, ambiente e paesaggio.
All’interno della mostra sarà inoltre presentata una selezione dal progetto Amazonia di Marco Lanza, realizzato a partire da un viaggio in Ecuador, presso la stazione scientifica Yasuní nella foresta amazzonica. Le fotografie ritraggono elementi della vegetazione – ombre, nodi, forme, intrecci e dettagli – trasformando la natura in un’indagine estetica ed evocativa, in cui lo sguardo si muove tra la grandezza del paesaggio e l’intimità del particolare.
L’iniziativa porta all’interno della Limonaia del Castello Pasquini una riflessione contemporanea sul rapporto tra arte, ambiente, memoria e territorio, in dialogo con il contesto naturale e culturale che ospita la mostra.
Marco Lanza, nato a Firenze, dove vive e lavora, inizia giovanissimo a interessarsi alla fotografia, sviluppando una ricerca artistica che lo porterà a esporre in Italia e all’estero. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste internazionali tra cui The Sunday Times, Le Monde, Die Zeit e Creative Review. È autore dei volumi The Living Dead, Velatura e Depositi.
È rappresentato da Sit Down Galerie di Parigi, galleria presente in alcune tra le più importanti fiere internazionali dedicate alla fotografia contemporanea, tra cui Paris Photo e AIPAD Photography Show di New York. Nel 2005 fonda con il fratello Saverio, musicista, il duo Pastis, progetto di videoarte che fonde video, fotografia e musica.
Marina Arienzale, nata nel 1984, si forma in pittura e fotografia. La sua ricerca unisce indagine concettuale e documentaristica, muovendosi tra dimensione privata e pubblica. Ha lavorato come performer per Marina Abramović e collaborato con artisti come Song Dong, M. Maloberti e C. Caprioli.
Attiva a livello nazionale e internazionale, si muove tra contesti istituzionali e indipendenti.
Tra i suoi progetti figurano l’azione Arrivederci amore ciao per Palazzo Strozzi e l’opera pubblica per A Cielo Aperto. Nel 2022 ha vinto il Premio Nocivelli.

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