A cinquant’anni ha deciso di rimettersi in gioco, tornare all’Università e approfondire un tema che, negli anni, aveva imparato a conoscere da vicino: quello dei conflitti nelle relazioni affettive e della necessità di educare alle emozioni prima ancora che intervenire sulle conseguenze.
Claudia Verdiani, avvocata civilista e volontaria della Croce Rossa di Rosignano, ha recentemente conseguito la laurea magistrale all’Università di Pisa con una tesi dal titolo “L’amore ai tempi dei social: l’educazione all’affettività come misura di prevenzione dei conflitti nelle relazioni”.
Ma prima ancora del percorso professionale e universitario, Claudia tiene a definirsi mamma di Emma e Matteo. “È il ruolo di cui vado più fiera”, racconta, parlando di un’esperienza che negli anni l’ha portata a riflettere sempre di più sulle dinamiche relazionali e sui cambiamenti che stanno attraversando le nuove generazioni.
Da anni impegnata nel volontariato con il comitato della Croce Rossa di Rosignano nell’area sociale, Verdiani ha lavorato anche come referente della Commissione Pari Opportunità, occupandosi in particolare di donne e minori vittime di tratta. Un percorso che, spiega, l’ha portata a rendersi conto di quanto spesso si parli di violenza, ma molto meno di prevenzione.
Da qui la scelta di tornare a studiare, iscrivendosi al corso di laurea in Scienze per la Pace
dell’Università di Pisa, indirizzo Trasformazione dei conflitti e cooperazione allo sviluppo. Approfondendo il tema insieme alla professoressa Valeria Fabbroni, l’attenzione si è concentrata soprattutto sui conflitti affettivi e sulle relazioni contemporanee, profondamente cambiate dall’avvento dei social network.
“Oggi i rapporti passano sempre più attraverso uno schermo – spiega – e spesso manca una vera educazione emotiva. I ragazzi ricevono informazioni continue dai social o dagli influencer, ma raramente hanno spazi in cui fermarsi davvero a riflettere su cosa significhi una relazione sana”.
Nella sua ricerca, Claudia Verdiani affronta temi molto attuali: dalla geolocalizzazione continua tra partner allo scambio delle password, fino alla condivisione di immagini intime e ai rischi legati al revenge porn. Comportamenti che spesso vengono percepiti come “normali”, soprattutto tra i più giovani, ma che possono nascondere dinamiche di controllo e limitazione della libertà personale.
“Molti segnali vengono sottovalutati e invece è importante aiutare ragazzi e ragazze a riconoscere ciò che non è corretto all’interno di una relazione.”
Da questa riflessione nasce anche il progetto che Claudia Verdiani vorrebbe portare avanti sul territorio: una sorta di “biblioteca delle emozioni” rivolta alle scuole e alle biblioteche, uno spazio costruito attorno ai libri e alla lettura come strumenti per parlare di emozioni, relazioni e consapevolezza.
L’idea è quella di creare percorsi di lettura guidati, partendo dai grandi classici fino ad arrivare ai testi contemporanei più vicini ai ragazzi di oggi. “Un libro può diventare un modo per dialogare soprattutto in un momento storico in cui il telefono rischia spesso di sostituire il confronto tra genitori e figli”.
Un progetto ancora in fase di sviluppo, ma già condiviso in diversi incontri pubblici sul territorio. Il desiderio è quello di creare confronto non soltanto con gli adolescenti, ma anche con gli adulti e le famiglie. “Credo che il dialogo sia fondamentale. Oggi c’è bisogno di aiutare le persone a comprendere meglio le emozioni e a sviluppare uno sguardo più consapevole su ciò che vedono ogni giorno, soprattutto online”.
Tra gli obiettivi, anche quello di stimolare nei ragazzi una “curiosità sana”, la capacità di fermarsi, riflettere e leggere la realtà con maggiore attenzione.
“Tutto ciò che arriva attraverso i social dovrebbe essere osservato con spirito critico”, conclude.
Un lavoro nato dallo studio, ma soprattutto dall’esperienza quotidiana a contatto con le persone, che Claudia Verdiani spera possa continuare a crescere e viaggiare anche oltre il territorio di Rosignano.

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