Il Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni” di Livorno apre la primavera musicale della città con due nuove rassegne che intrecciano ricerca, ascolto e sperimentazione: la quattordicesima edizione di “Suoni Inauditi”, dedicata alla musica contemporanea, e la prima edizione di “Jazz Mask – Weekends creativi al Mascagni”, dedicata ai linguaggi del jazz e dell’improvvisazione.
Le due rassegne prenderanno avvio nei primi giorni di maggio:
- lunedì 4 maggio “Suoni Inauditi”
- venerdì 8 maggio “Jazz Mask”.
Gli appuntamenti, tutti a ingresso libero, si svolgeranno nell’Auditorium “Cesare Chiti”, che si conferma spazio vivo di incontro tra formazione, creatività e pubblico.

“Suoni Inauditi”, curata dal prof. Fabio De Sanctis De Benedictis insieme al prof. Pietro Bittolo Bon, continua il suo percorso di esplorazione della musica contemporanea, tra prime esecuzioni, ricerca sonora e dialogo tra compositori, interpreti e ascoltatori.
Il programma nasce da un’idea del M° Stefano Agostini e si arricchisce quest’anno del contributo del M° Pietro Bittolo Bon.

“Il percorso propone concerti di musica contemporanea con particolare attenzione all’improvvisazione e alle nuove tecnologie. È significativo anche il coinvolgimento degli studenti del Conservatorio e del Conservatorio “Boccherini” di Lucca, che contribuisce ad aprire nuove prospettive di ascolto e comprensione della musica del nostro tempo”, ha spiegato De Sanctis De Benedictis.
Accanto a questo cammino consolidato, prende forma per la prima volta “Jazz Mask”, rassegna curata dal prof. Mauro Grossi, dedicata al jazz nelle sue molteplici direzioni, con particolare attenzione alla libertà creativa e all’improvvisazione.

“Jazz Mask nasce come un esperimento: un pianista solo, chiamato a confrontarsi con tre stimoli musicali diversi per epoche e linguaggi. Un esercizio di ascolto e coraggio. Accanto a questo, gli studenti del corso di Composizione jazz presenteranno lavori originali in formazione di big band”, ha raccontato Grossi.
Pur nella diversità dei linguaggi, le due rassegne condividono una stessa visione: la musica come spazio di ricerca, formazione e incontro. Un luogo in cui l’ascolto diventa esperienza e la didattica si apre alla scena, trasformando l’Auditorium “Cesare Chiti” in un laboratorio vivo di crescita artistica.
“Si tratta di due rassegne di grande valore per il nostro Conservatorio”, ha dichiarato il Direttore M° Federico Rovini. “Suoni Inauditi ha raggiunto una rilevanza nazionale, mentre Jazz Mask rappresenta una nuova importante esperienza per il nostro Dipartimento Jazz. Invito la cittadinanza a partecipare numerosa”.

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