“Ritorno all’Isola” è il titolo scelto per la mostra evento con cui Piombino rende omaggio a Franco Mauro Franchi, artista livornese recentemente scomparso. La personale, a cura di Antonio Natali e Filippo Lotti, prevede che alle undici opere, di medie e grandi dimensioni, che già dalle settimane scorse popolano la città, si sommino ora quelle ospitate all’interno del Castello. L’inaugurazione della mostra è in programma per venerdì 25 luglio alle 18.

Voluta dal Comune di Piombino, in collaborazione con Elianto e con l’organizzazione di FuoriLuogo – Servizi per l’Arte, l’esposizione propone un’ampia selezione di sculture e dipinti dell’artista.

“Un altro grande regalo di arte e bellezza – commentano il sindaco Francesco Ferrari e l’assessore alla Cultura, Sabrina Nigro -. Prosegue l’impegno convinto di promozione territoriale attraverso i linguaggi del contemporaneo con la mostra evento dell’estate 2025. Un percorso espositivo di taglio antologico, ma anche di un sentito tributo: la prima esposizione postuma dedicata a Franco Mauro Franchi, ricca di significati simbolici e legami profondi con il territorio.”

Le sale del Castello ospitano le opere scultoree in bronzo, marmo, vetroresina e terracotta – di misura più contenuta rispetto a quelle collocate in città – insieme ai dipinti realizzati pressoché negli ultimi periodi di vita dell’artista. A causa della malattia che non gli permetteva di scolpire, Franco Mauro Franchi, che fin da giovanissimo aveva inteso la pittura come momento di studio propedeutico alla realizzazione di opere plastiche, ha riscoperto la gioia creativa nel dipingere, preparandosi le tele alla maniera antica e condividendo sempre di più l’arte con le donne della sua vita: la moglie, le figlie e la piccola nipotina intenta ad imitarlo con colori e pennelli. Il percorso espositivo presenta l’iconografia e i temi che da sempre hanno contraddistinto l’opera di Franchi, in particolare la figura femminile: maestosa, forte del suo essere, misteriosa e accogliente come un’isola, simbolo di fecondità e nascita.

Lo storico dell’arte Antonio Natali, già direttore della Galleria degli Uffizi, scrive: “L’isola col suo profilo sinuoso si staglia come un nudo di donna rassicurante. Il suo corpo florido e morbido è rifugio sicuro per chi sia turbato dai mari aperti e mossi. Donna ch’è madre; e dunque donna opulenta, perché madre di tante generazioni. Non c’è ironia nelle donne prosperose di Franchi: nell’esuberanza delle loro carni pulsa la vena d’una stirpe primordiale”.

La mostra sarà impreziosita da un catalogo illustrato con testo critico proprio di Antonio Natali che verrà presentato durante il periodo espositivo, e da un documentario realizzato lo scorso anno da Irene Franchi, video maker e figlia dell’artista. Il documentario, che sarà visibile nelle sale del Castello, permetterà al pubblico di conoscere meglio la poetica di Franco Mauro Franchi, un uomo di evidente calibro non soltanto artistico. 

Le opere esterne sono, invece, ospitate in aree simboliche della città. Ecco il dettaglio: “Figura seduta” in viale del Popolo: “Mediterranea” sul prato prospiciente la chiesa della Misericordia, mentre “Bagnate”, poco sopra, nelle immediate vicinanze del Museo archeologico; “Figura mediterranea” nella corte pentagonale del castello, insieme a “Rosa”; al Rivellino si potranno ammirare “Inquieto risveglio” e “Isola”, mentre poco fuori, in piazza Verdi, “Mediterranea 2024”. Piazza Bovio, poi, ospita “Grande aurora” mentre “Figura seduta” è stata collocata davanti a Sant’Antimo. Infine, “Maternità” è visibile sul sagrato della chiesa dell’Immacolata.

“Ritorno all’Isola è un titolo evocativo, poetico, denso di suggestioni intime – commenta Filippo Lotti -. In esso si intrecciano dimensioni geografiche, biografiche e interiori. L’isola non indica solo un luogo fisico, ma anche uno stato dell’anima: è memoria, radice, mito. Per Franchi, profondamente legato al territorio toscano e all’arcipelago di fronte a Piombino, l’isola rappresenta un ritorno ai luoghi della memoria, alla natura, alla spiritualità primitiva. L’opera di Franchi restituisce questa dimensione con forme arcaiche, essenziali, dal fascino antico e austero”.

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