Nell’incantevole scenario naturale della ridente località montana, vi attendono migliaia di tordi, faraone e polli arrostiti sullo spiedo del gigantesco girarrosto eretto sulla piazza; specialità culinarie locali; vino generoso dei nostri colli”.

Tordata di SassettaI manifesti pubblicitari delle prime edizioni ‘recitavano’ quello che ancora oggi è il cuore della festa: la Tordata di Sassetta. Lanciata nel 1963 dal Comitato Turistico (insieme a un gruppo di giovani) è qualcosa di più di una sagra paesana. E’ l’identità del territorio stesso di Sassetta, terra di caccia, vino e castagne. Una tradizione che domenica 16 ottobre si ripeterà puntuale e suggestiva come sempre.

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L’edizione n. 53 della Tordata è pronta a divertire ancora, dopo la pausa Covid e le mini-celebrazioni dello scorso anno.

La storia. All’inizio la sagra si svolgeva in una sola domenica di ottobre nella piazza centrale del paese. Sul gigantesco girarrosto – ancora oggi presente – venivano cotti i tordi. Spettacolo per gli occhi e trionfo di sapori. Fu un successo, subito, ma anche un ottimo veicolo di promozione per Sassetta. Poi agli inizi degli anni Settanta la sagra venne sospesa a causa dello scioglimento del Comitato Turistico. Uno stop temporaneo per la Tordata per poi tornare più forte e bella che mai nel 1978, grazie all’iniziativa e alla volontà della Società di Pubblica Assistenza di Sassetta, appena fondata, e che ancora oggi si occupa dell’organizzazione. Alla Tordata nel tempo si sono unite le altre Feste d’Ottobre: la Sagra della Zuppa (andata in scena domenica 9 ottobre), la Sagra della Castagna che si svolge in contemporanea con la Tordata, la Sagra della Polenta con il tradizionale Palio dei Ciuchi in calendario domenica 30 ottobre.

sassetta“Con l’adesione dell’amministrazione comunale e di altre associazioni – spiega e racconta Giuseppe Milianti, presidente del Circolo Culturale “Emilio Agostini” di Sassetta – la tradizione Tordata è stata nel tempo ampliata e migliorata, aggiungendo all’aspetto gastronomico e folcloristico anche una marcata componente storico/ rievocativa. Così sono nate le Sagre ottembrine, la Giostra di ispirazione storica, di un corteo storico che rievoca le imprese degli Orlandi, discendenti di Tigrino della Sassetta, numerose altre iniziative collaterali: il tutto sotto il nome comune di Festa d’Ottobre”. A chiudere lo straordinario ottobre di Sassetta sono il corteo storico e il Palio.

“Protagonisti della Disputa – spiega Miliani – sono i Rioni (o Borghi) che, seppure di recente istituzione, traggono ispirazione da tradizioni storiche e da antiche leggende”. Il Castello, il cui territorio si trova quasi interamente sull’antico lastricato del paese, ricorda (con lo stemma, rosso inquartato di nero) i colori degli Orlandi, Signori della Sassetta fino al 1517. Il Frataccio (oro, bianco e blu) ricorda appunto i frati eremiti che qui vissero. Il San Rocco (bianco e verde) si ispira al mito trecentesco di San Rocco di Montpellier che, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma, visse alcuni anni in eremitaggio a Sassetta, compiendo miracoli, nel luogo dove oggi sorge la Chiesina omonima. Infine, il San Sebastiano che occupa i luoghi dove sorgeva la chiesa di San Sebastiano, oggi distrutta, posta all’ingresso del paese a protezione contro la peste. “Durante i primi anni il palio era costituito da una corsa di cavalli che aveva luogo fuori del paese. Con il passaggio ai ciuchi adesso si svolge nella strada principale”. E il fascino si è moltiplicato.