Ritorno a Itaca, la mostra antologica con le opere del Maestro Renzo Mezzacapo nella chiesa sconsacrata di Sant’Antimo sopra i Canali, in piazza dei Grani.

Da venerdì 17 giugno e resterà aperta gratuitamente per 2 settimane, dal martedì al venerdì dalle 17 alle 20 mentre, il sabato e la domenica dalle 17 alle 23. Successivamente, le opere saranno visibili alla Galleria d’Arte Artisti–ca per tutto il mese di luglio.

La mostra è organizzata dal Comune di Piombino, con il patrocinio della Regione Toscana ed il supporto della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci.

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Renzo Mezzacapo è un artista piombinese scomparso durante il primo tragico lockdown. La mostra è un viaggio attraverso le sue più importanti opere  fino alle ultime che non sono mai state esposte e custodite gelosamente nell’archivio della famiglia.

Saranno presentate 20 grandi tele in un percorso che, attraverso le navate, conduca il visitatore fino all’ultima opera, incompiuta e per questo ancora più significativa, che sarà esposta sul suo cavalletto originario accanto alla tavolozza con i colori ad olio ed i pennelli dell’Artista, rimasti esattamente come li aveva lasciati, ancora intrisi di colore, come se il pittore potesse tornare da un momento all’altro a dare le ultime pennellate.

Renzo Mezzacapo, classe 1945, di origine senese ma piombinese fin dall’infanzia, è stato definito dalla critica nazionale come uno dei più importanti pittori in ambito di arte figurativa italiana esistenti. Scomparso nel Marzo del 2020, ha vissuto la sua vita come un lungo percorso attraverso varie fasi, che lo hanno visto nascere come impiegato e responsabile culturale del Circolo delle Acciaierie e Ferriere di Piombino, fino a diventare pittore apprezzatissimo a livello europeo e direttore artistico di importanti fiere d’arte moderna e contemporanea.

La morte sopraggiunge al termine di una lunga e pesante malattia durante la quale lavora sul suo ultimo ciclo di quadri, dal titolo emblematico di “Ritorno ad Itaca”. La sua ricerca è dedicata alla figura di Ulisse, nella quale l’Artista si identifica intravedendo in Itaca la fine del suo lungo viaggio metaforico attraverso la malattia.