“Non esistono coincidenze”, ripeteva a sé stessa come un mantra, mentre cercava una spiegazione a quel dolore. Perché per Mina nulla accadeva per caso. E anche questa sua appendicite aveva un senso, o almeno, doveva averlo, nonostante per ora non ne trovasse nessuno. L’unica cosa di cui era certa era che, una volta uscita da quell’ospedale, qualcosa sarebbe dovuto cambiare nella sua vita.
La storia di un incontro, di quelli che cambiano la direzione della vita. Un viaggio al femminile. “Il sapore dei ravanelli” è il primo romanzo di Federica Antonelli. Un esordio nella narrativa (in mezzo a racconti pubblicati in varie antologie, blog e storie per il teatro) che è un tassello del suo vivere da sempre immersa nel mondo della comunicazione: giornalista, tra quotidiani e uffici stampa, ha nella scrittura in tutte le sue forme un punto fermo. “La scrittura mi ha sempre accompagnato. Ma per tanto tempo non ho fatto leggere a nessuno quel ‘qualcosa di mio’ che nasceva mentre presentavo magari i libri di altri autori o scrivevo di loro”.
“Il sapore dei ravanelli” nasce da un tema che Federica ha scelto di indagare negli ultimi anni: le cosiddette costellazioni familiari. “Il percorso di guarigione che ho immaginato e voluto raccontare si svolge in un ospedale ma il problema fisico si dirama e diventa un’altra cosa. Un viaggio dentro di sé”.
Da una parte la giovane Mina, 21 anni, con la sua appendicite e i dolori lancinanti dall’altra la signora Vichi, misteriosa e affascinante. Compagne di stanza, compagne di un pezzetto di vita. Un libro “fatto a strati” dove ognuno coglie qualcosa di diverso”, delicato nell’affrontare il tema delle radici e delle relazioni, pagine che si soffermano “su cosa succede quando decidi di diventare chi sei destinata ad essere”.
“La signora Vichy aveva un’età indefinita, era magra, con i capelli bianchi raccolti in uno chignon dalla perfezione estrema. Indossava una camicia da notte bianca come il latte e lunga fino ai piedi, uno stile che sembrava uscito dal XIX secolo”. Il suo sfrerruzzare è un modo per riordinare i pensieri, e la storia di srotola insieme ai suoi fili di lana. Tra fitte all’addome, visite turbolente, ricordi e piccole scoperte quotidiane, Mina inizia a confrontarsi con le ferite familiari e i legami mai esplora ti. Ogni giorno trascorso accanto alla signora Vichy, il viaggio all’interno di sé stessa diventa un percorso di guarigione sempre più profondo, dove memoria, immaginazione e realtà si intrecciano in modo sottile. Ma cosa accadrà quando i fili della vita reale e quelli dei ricordi si intrecceranno fino a sfumare i confini tra presente e passato?
“Pubblicare questo libro con Robin Edizioni è stato per me un piccolo grande traguardo, e spero che ogni lettore possa trovare nelle pagine di Mina e della signora Vichy qualcosa che lo faccia riflettere, emozionare, sorridere o anche solo fermarsi un attimo a pensare a sé stesso”.
Il libro, appena uscito, debutterà a San Miniato, sabato 14 marzo alle 18. La presentazione si svolgerà nella Sala delle Sette Virtù, nel Palazzo Comunale, all’interno del calendario del Marzo delle Donne.
Insieme a Federica Antonelli ci saranno Giulia Giannoni, Presidente della Commissione Pari Opportunità – San Miniato ed Elena Maggiorelli, Assessora alle Pari Opportunità. E già in programma ci sono, a maggio, la tappa a Lucca con il Circolo della Stampa, e un passaggio al Salone del libro di Torino.
L’AUTRICE
Federica Antonelli Si è laureata in Lettere all’Università di Pisa nel 2007 e dal 2012 è giornalista professionista. Ha lavorato per cinque anni in diverse redazioni del quotidiano La Nazione e, dal 2014, è responsabile dell’Ufficio Stampa di un Ente pubblico e di alcuni festival teatrali. Ha frequentato numero si corsi di scrittura creativa e drammaturgica e corsi di sceneggiatura. Nel 2008 ha scritto e messo in scena il testo drammaturgico Baby-doll, quel che resta di un uomo. Dal 2015 gestisce il blog Saltinmente (www. saltinmenteblog.it), uno spazio di idee e riflessioni letterarie e filosofiche, dove dà voce ai propri pensieri, organizzandoli e condividendoli con i lettori. Nel 2025, con il racconto “La Casa di Ozzy” ha vinto il concorso “Il viaggio non è la meta” (Accornero Edizioni) e ottenuto la pubblicazione nell’antologia omonima.
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