Giuliana DonzelloIl nome di Livorno arriva a Venezia, nelle sale della Biennale d’Arte.

Il 23 maggio, nella città lagunare dove è nata 77 anni fa, Giuliana Donzello riceverà uno dei riconoscimenti più importanti del panorama culturale italiano: il Premio Internazionale Leone d’oro 2026 della Cultura e della Letteratura.

Donzello è livornese di adozione ma veneziana di nascita. Sarà premiata in occasione della Biennale di Venezia per il suo ruolo nella “Promozione e divulgazione delle arti e della letteratura, per l’impegno sociale e culturale nella società contemporanea”.

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Durante la premiazione riceverà anche la Medaglia Honoris Causa come Ambasciatrice di cultura, un riconoscimento che onora la sua vita dedicata alle lettere e all’arte.

“La notizia del conferimento è stata un’emozione incontenibile – dice Donzello – Il premio Leone d’oro è per me il più alto riconoscimento del valore culturale e umano che ha caratterizzato il mio impegno nella diffusione dell’arte e la ricerca della parola, anche silenziosa, di una vita in gran parte dedicata agli altri da noi come ricchezza”.

Giuliana Donzello
Giuliana Donzello

GIULIANA DONZELLO

Donzello si è laureata a Ca’ Foscari di Venezia, si è specializzata a Firenze e ha collaborato con il Dipartimento di Storia e Critica delle Arti Contemporanee dell’Università di Venezia e con il Settore Arti Visive della Biennale di Venezia.

Scrittrice, poetessa, saggista e studiosa d’arte, ha attraversato diversi generi con determinazione. Ha dedicato e continua a dedicare la sua vita alla scrittura come strumento di riflessione e denuncia.

“La scrittura per me è un incontro con il profondo della mia anima; è soprattutto cura, ovvero attenzione che ognuno deve dedicare a se stesso per trovare profondità e armonie. È sviluppare pensiero e sentire”.

Le sue opere trattano temi come la memoria storica, la sofferenza e la resilienza e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il I° Premio Léopold Sédar Senghor per la poesia.

Tra le sue opere si ricordano La stagione delle cicale, Fiori di sale e Il serbatoio dei sentimenti, premiato ai Dickens Books Awards. Il saggio Arte, istituzione e potere. La Biennale di Venezia 1895-1942 ha vinto il Premio Margherita Hack.

Tra le raccolte poetiche figurano Crisalidi e Topografie di memorie, che le hanno valso diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Internazionale Maria Cumani Quasimodo e il Premio Salvatore Quasimodo.

L’ultimo lavoro, Il silenzio delle cetre, è una raccolta di poesie in cui sentimento e denuncia emergono con forza, con una parte dedicata alla guerra in Ucraina. Il volume ha vinto il Premio Internazionale Xenìa Book Fair 2024 ed è stato iscritto dall’editore al Premio Strega Poesia 2025.

Alcune sue opere sono state tradotte in inglese e in arabo, a conferma della loro diffusione internazionale.

Il Leone d’oro 2026 è il coronamento di un percorso coerente e di una vita dedicata alla parola poetica come espressione e testimonianza.