C’è un posto a Rosignano dove il mare non è solo panorama, ma casa. È il Circolo Canottieri Solvay, un ‘concentrato’ di sport: vela, tennis, padel, canottaggio e pesca sportiva convivono nello stesso porticciolo, con un passato glorioso e un futuro che guarda dritto ai giovani.

Da un anno al timone della Polisportiva Circolo Canottieri Asd c’è Francesco Paperini, idee chiare e rotta tracciata: “Il circolo è un luogo storico, un punto di riferimento per il territorio. Ma è anche un luogo che, fino a poco tempo fa, non è stato vissuto d’inverno. La volontà, il mio desiderio – anzi, la mia missione per questo quadriennio – è farlo diventare un punto di aggregazione soprattutto per i giovani, sempre. Una risorsa per ogni adolescente, uno spazio di condivisione. Io ho due figlie – aggiunge Paperini – e riconosco nello sport l’ambiente migliore per condividere valori ed esperienze che ti porti dietro per tutta la vita. Questo circolo ha tutte le potenzialità per aprirsi. Alle nuove generazioni”.
A fare da apripista a questa nuova ‘direzione’ sono stati in questi mesi il Torneo di tennis per i bimbi e il progetto “Racchette in classe” nelle scuole. Senza dimenticare i centri estivi 2025, prima edizione organizzata insieme all’associazione sportiva: un mix riuscitissimo di sport ed educazione, con istruttori qualificati e tanto mare negli occhi. Qualche numero che racconta il successo: il summer camp si è svolto al 16 giugno al 5 settembre e ha accolto 70 bambini dai 5 ai 12 anni. Tante le discipline offerte ai ragazzi: vela, tennis, pesca sportiva, nuoto ma anche pallavolo e rugby grazie alla collaborazione con le società Pallavolo Rosignano e Rugby Rosignano. Infine, la sinergia Rea intorno ai
temi dell’ambiente. “Una curiosità? L’interesse dei ragazzi per la pesca sportiva. Non ce lo aspettavamo”.
“Quella dei summer camp è stata una esperienza che siamo pronti a ripetere, stiamo infatti già lavorando alla stagione 2026” conferma Paperini.
Vento in poppa anche nei risultati
La sezione vela schiera due squadre agonistiche nelle derive Optimist e Vaurien, presenti anche a competizioni internazionali. La scuola estiva conta circa 50 bambini ogni anno.
Nel 2025 la II Zona FIV ha premiato:
• Rochelli Maria Vittoria, 2ª classificata Optimist Div. B
• Giorgi Elena, 1ª assoluta e femminile Optimist Div. A
• Piccinetti Alessio, 2° classificato Optimist Div. A
• Panicucci Vittoria, premiata come atleta Next Generation U16
Tradotto: non solo divertimento, ma talento vero.
Oggi il Circolo è una realtà consolidata del territorio, con un’associazione sportiva guidata da un consiglio direttivo che unisce esperienza e passione:
• Francesco Paperini, Presidente
• Sergio Bellucci, Vice Presidente
• Isabella Castrogiovanni, Segretario/Tesoriere
• Consiglieri vela, tennis e pesca sportiva a completare la squadra
L’obiettivo è chiaro: fare del Circolo un laboratorio permanente di sport, amicizia e crescita. Dodici mesi l’anno. Un progetto che trova sostegno nell’Agenzia per lo Sport di Rosignano – a cui la Canottieri Solvay – aderisce e partecipa con convinzione.
Tutte le info: https://www.circolocanottierisolvay.it/
Un po’ di storia del Circolo Canottieri Solvay
La storia comincia quando la zona aveva già una chiara vocazione turistica, complice la vicina Castiglioncello, elegante stazione balneare. Il primo “bagno”, in località Lillatro, era diviso rigidamente tra operai e impiegati: cabine in legno, pista da ballo, bar e rimessa per le barche. Il canottaggio era l’attività regina, tanto da dare il nome al circolo. Unico neo, raccontato solo a voce: la vicinanza agli scarichi industriali dell’epoca. Alla fine degli anni ’30 la svolta: nuovo stabilimento, progetto dell’ingegnere Italo Gamberini, protagonista dell’architettura razionalista italiana.
Il complesso, inaugurato il 15 luglio 1939, si sviluppava per quasi mezzo chilometro lungo la costa: salone delle feste, grande porticato vetrato, rimessa barche, campi da tennis protetti da una duna erbosa e la celebre “rotonda” con pista da ballo, cuore mondano dell’estate rosignanese.
Per creare la nuova spiaggia fu spianata una gigantesca duna, il “Monte alla rena”, oggi ricordato solo nel nome della piazza. Un pezzo di paesaggio sacrificato per costruire un luogo che sarebbe diventato simbolo. Nel dopoguerra arrivarono ristorante, uffici, spogliatoi, il porticciolo con canale a mare e dighe frangiflutti. E il Circolo Canottieri divenne definitivamente un punto di riferimento.

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