Ci sono momenti nella vita in cui cambiare strada non è una scelta, ma diventa una necessità. E a volte la strada nuova arriva in modo inaspettato: attraverso una macchina da cucire rimasta chiusa e sigillata per sette anni, qualche stoffa, un filo e la voglia, semplicemente, di tenere la mente occupata.
È così che nasce Armandillo, il piccolo laboratorio di Diletta Provinciali, dove ogni creazione è fatta a mano, lentamente, “un punto alla volta”. Per 14 anni Diletta ha condiviso con il marito l’esperienza di una pasticceria a Caletta, a Castiglioncello un’attività che ha rappresentato una parte importante della sua vita e che ha chiuso nell’ottobre del 2025. Aveva deciso che era arrivato il momento di cambiare vita e, nel frattempo, aveva trovato un nuovo impiego come responsabile di pasticceria. Poi è arrivato un altro, dolorosissimo cambiamento: la morte del papà.
“E’ stato un periodo difficile da affrontare. Ho vissuto quel cambiamento di vita molto male, fino a sprofondare nella depressione – ammette Diletta – avevo quindi bisogno di qualcosa che mi permettesse di tenere la mente impegnata, di avere un obiettivo quotidiano”. Qualcosa – perché no – da costruire con le proprie mani. E’ in quel momento che Diletta ha riscoperto quella macchina da cucire mai messa in funzione. “Non sapevo fare nulla”, racconta. Eppure, fin dai primi tentativi, “è stato come se avessi cucito da sempre”.
La prima è stata una borsetta. E ancora oggi, ogni volta che ne finisce una, Diletta si sorprende del risultato. Il passatempo, col passare dei mesi, ha cominciato a trasformarsi in qualcosa di molto più grande. “Amici e parenti hanno iniziato a rimanere meravigliati delle mie creazioni, dalla cura dei dettagli alla qualità delle cuciture”. E così Diletta ha capito che forse quel piccolo progetto poteva diventare una nuova vita.
“Armandillo nasce da un bisogno di rinascita” dice. Una frase che racchiude tutto il significato di questa esperienza. “Cucire per me è stato un vero salvavita, qualcosa che ha avuto un’importanza paragonabile a quella di una medicina o di un percorso psicologico”. Oggi Armandillo è un piccolo laboratorio artigianale in cui ogni pezzo viene realizzato a mano. Ogni creazione è un pezzo unico, nata lentamente tra stoffe, fili e cuciture: borse e accessori, pochette e lacci porta cellulare. “Tra i prossimi progetti ci sono anche nuovi modelli di bracciali tessili”. “Amo particolarmente lavorare il cotone, il sangallo e la spugna nido d’ape”. L’estetica è riconoscibile: toni chiari, fiocchi, colori soft e tinte pastello, per creazioni dal sapore romantico e delicato.
E il nome? Anche quello ha una storia tutta da raccontare. A suggerirlo, inconsapevolmente, è stata la figlia di Diletta, che da bambina era convinta che l’animale si chiamasse proprio “armandillo”. Un errore diventato un nome. “Quando ho iniziato a pensare alla nuova attività, quella parola mi è tornata subito in mente”. Sua figlia oggi ha quasi 13 anni e Armandillo è diventato molto più di un semplice nome: “E’ un modo per portarla sempre con me, anche in questa nuova vita”.
Qualche settimana fa è arrivato il primo mercatino, a Marina di Bibbona. Venerdì 3 settembre Diletta sarà a Marina di Castagneto e domenica 6 nuovamente a Marina di Bibbona. “Sono una persona timida, ma ho tirato fuori il coraggio di buttarsi”. Ora l’obiettivo è crescere, puntare sempre di più sulla personalizzazione e costruire il proprio negozio online. Lo store digitale di Armandillo è attualmente in costruzione (“è il regalo di compleanno di mio fratello”). Un debutto, ormai alle porte, che sarà un altro tassello della rinascita.
Per conoscere le creazioni di Armandillo e seguire il progetto: fb e ig


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Ci sono momenti nella vita in cui cambiare strada non è una scelta, ma diventa una necessità. E a volte la strada nuova arriva in modo inaspettato: attraverso una macchina da cucire rimasta chiusa e sigillata per sette anni, qualche stoffa, un filo e la voglia, semplicemente, di tenere la mente occupata.



