canneto presepiCi sono paesi che a dicembre fanno rumore. E poi c’è Canneto, che sceglie il contrario: un Natale intimo, quasi sussurrato, fatto di vicoli stretti, luci discrete e presepi che spuntano dove meno ci si aspetta.

È da qui che parte la seconda edizione di “Presepi in Borgo”, l’iniziativa che ha disseminato Canneto di piccole installazioni natalizie: oltre 30–35 presepi, in un percorso che conduce fino a quello più grande, sistemato accanto alla chiesa di San Lorenzo, dove lo sguardo si apre sul borgo e sul suo profilo di pietra.

L’idea: nata “paesana”, cresciuta anno dopo anno

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L’input iniziale, racconta Carlo Quaglierinipresidente dell’associazione Terre di Walfredo (sede a Monteverdi) – è arrivato dal Circolo Badivecchia, soprattutto grazie ad Alessandro M. e Paolo C.: soci che hanno iniziato a “arredare” Canneto per Natale con un’idea semplice e bellissima, migliorata ogni anno con dettagli nuovi, invenzioni, piccoli colpi d’occhio.

Canneto, non è un luogo di confusione e folla, ma un borgo immerso nella natura della Val di Cecina, capace di offrire un Natale diverso, più raccolto. E anche per questo i presepi funzionano: non sono “messi lì”, ma sembrano nati dalle pietre

Un percorso fatto di fantasia

Non c’è una rigidità da mostra: qui la scelta delle postazioni avviene con fantasia e intuizione, sfruttando nicchie, angoli, piccole rientranze. Alcuni presepi sono volutamente in evidenza, altri più nascosti, quasi da scoprire come un gioco. Molte strutture vengono costruite con materiali di recupero, e il bello è proprio questo: l’estetica artigianale, imperfetta e viva, che non cerca l’effetto “vetrina” ma quello “vero”.

canneto presepiUn progetto di comunità

Quaglierini è netto: è un progetto di comunità. E infatti non riguarda solo chi realizza i presepi, ma un paese intero che si muove insieme. Negli allestimenti e nell’organizzazione si sono coinvolti cittadini e volontari, associazioni, attività del territorio: una comunità piccola, ma sorprendentemente coordinata.

canneto presepi

Dietro a tutto ciò ci sono almeno 15 giorni di lavoro materiale, più circa un mese di ideazione e preparazione. L’inaugurazione, quest’anno, è stata l’8 dicembre, data che apre un calendario più ampio di iniziative natalizie nel borgo: dal 8 dicembre al 7 gennaio Canneto propone un calendario di iniziative che include, tra le altre cose, Laboratorio di Babbo Natale, serate di burraco, tombola, il Gioco del Panforte, mini-tour nel borgo e la Cena della Befana.  

Un borgo così tranquillo da “fidarsi” dei presepi all’aperto

La gestione pratica, qui, è quasi un manifesto del luogo: tutto su base volontaria, poche complicazioni e – soprattutto – nessun problema di sicurezza o vandalismi. I presepi sono a ridosso delle case, lungo le vie, dentro nicchie e persino in contenitori insoliti (come vecchi televisori), e vengono lasciati lì con una serenità che racconta molto di Canneto: un paese che tutela ciò che costruisce.

Terre di Walfredo: “moltiplicare, non dividere”

L’associazione Terre di Walfredo nasce con un’idea chiara: mettere insieme e sostenere, non fare “gara” tra realtà del territorio. In due anni, racconta Quaglierini, hanno messo a disposizione competenze, lavorato con altre associazioni, partecipato a bandi e contribuito a dare respiro organizzativo a iniziative condivise. In questo Natale, ad esempio, seguono in particolare l’appuntamento del concerto di fine anno.

L’invito 

Se Quaglierini dovesse convincere qualcuno che non è mai stato a Canneto, non parlerebbe di numeri o “attrazioni”. Direbbe: venite ad ascoltare il suono dei vostri passi dentro le mura del castello.

E poi c’è un ultimo dettaglio, molto concreto e molto vero: la visita sostiene anche il paese. Chi arriva, oltre a portarsi via un Natale diverso, può trovare qualcosa da comprare o assaggiare tra Canneto e Monteverdi, contribuendo – nel suo piccolo – a tenere viva una comunità che a dicembre non si limita a decorare: si racconta.